Romano

Prodi*

Molti lo hanno definito un luogo della politica, e lo era: è stato l’indimenticabile sede del primo circolo dell’Ulivo, ma il Bar Ciccio è stato soprattutto un simpatico punto di riferimento per un’intera città, quella che segue, esulta e soffre per il Bologna! L’ho frequentato e conosciuto soprattutto a traino di mio figlio e lo ricordo come un luogo di fuochi d’artificio che scoppiettavano nelle accese discussioni politiche, ma certo le detonazioni più forti erano riservate alle imprese della nostra squadra di calcio.

Allora partivano lo scherzo, la battuta, le risate e le vere esplosioni di gioia in caso di vittoria che accomunavano tutti o, viceversa, le analisi e le scissioni a posteriori per spiegare le ragioni della sconfitta.

La scomparsa di Roberto Cevenini rattrista tante persone proprio per il clima che si respirava in quel luogo della bolognesità, tramandata da una generazione all’altra. Credo che sia proprio qui il segreto di certi luoghi che restano, nonostante tutto cambi e cambi in fretta, come luoghi custoditi tra i ricordi più semplici, ma più veri. E il Bar Ciccio è certamente uno di questi.

*Già presidente del Consiglio

dei ministri e presidente

della Commissione Europea