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15 apr 2022

Calo delle nascite: giù le iscrizioni alle materne

Si scende da 2.642 a 2.595, sono ancora disponibili ben 510 posti. La storia di mamma Elisa: "Mia figlia esclusa da otto scuole"

federica gieri samoggia
Cronaca
Un’immagine di una scuola materna, durante un’attività con la maestra
Un’immagine di una scuola materna, durante un’attività con la maestra
Un’immagine di una scuola materna, durante un’attività con la maestra

di Federica Gieri Samoggia

Il calo delle nascite batte il primo colpo alle materne comunali e statali dove le domande registrano una leggera flessione: da 2.642 a 2.595. Anche questo contribuisce a far sì che su piazza ci siano ancora ben 510 posti liberi a fronte di 161 bimbi in lista di attesa. Bambini le cui famiglie, nei prossimi giorni, potranno aggiornare la loro domanda e sperare di entrare. Nel dettaglio il quartiere con più disponbilità è San Donato-San Vitale: 119 posti per 29 domande. Segue Borgo Panigale-Reno con 90 posti e 24 bimbi in attesa; Porto-Saragozza con 87 posti e 11 bimbi fuori; Navile con 72 posti per 45 domande e Santo Stefano: 72 posti per 21 bimbi. Chiude Savena: 70 posti liberi e 31 bimbi rimasti fuori. A fronte di 510 posti su mercato, il Comune ha portato da 26 a 25 bambini la capienza di 168 sezioni. Rimangono invece a 26 bimbi, 32 sezioni di alcune materne a Borgo Panigale-Reno, Navile e Savena in cui "si è reso necessario confermare tale ricettività per mantenere l’obiettivo della lista d’attesa zero", spiega il Comune. Tutto bene? Non proprio.

Ecco la vicenda assurda di mamma Elisa con una bimba di tre anni rimasta fuori da tutte e otto le materne scelte all’atto dell’iscrizione. Da notare che alla piccolina, neppure un mese fa, è arrivato un fratellino che "l’Ufficio scuola ha fatto togliere dalla domanda della sorella perché non ancora nato", sottolinea sbalordita Elisa che, oltretutto, si è, persino, sentita consigliare, sempre dall’Ufficio scuola del suo quartiere, il Savena, di rivolgersi "ad una materna paritaria. Con tutto il rispetto, ma – osserva allibita – primo non posso permettermi una simile retta, secondo chiedo un posto alla materna comunale". Elisa e suo marito lavorano entrambi e cominciano alle 8 di mattina. Il welfare familiare, ovvero nonni e zii, è a migliaia di chilometri. "Vero io sono la malcapitata, ma sono anche l’esempio lampante di un sistema, quello delle attribuzioni del punteggio, che non funziona - rileva amara. Bologna non è proprio a misura di famiglia: a parole forse, ma nei fatti molto poco".

Oltre al danno c’è anche la beffa: "Non so ancora perché la mia bambina sia stata messa in lista di attesa senza essere accolta in nessuna delle otto materne che avevo scelte. Ne avevo indicate così tante proprio per avere maggiori opportunità", puntualizza Elisa che sta preparando un ricorso anche per avere una spiegazione nero su bianco sul perché sua figlia sia rimasta fuori da otto–materne– otto.

Nelle scuole del Savena, addirittura, risulta al nono, decimo, finanche undicesimo posto in lista di attesa. Una particolarità: il Savena è diviso in tre sotto zone a, b e c. Bene nella scuola di stradario (zona c), mia figlia "è la prima della lista di attesa, ma diceva l’Ufficio scuola che è pressoché impossibile entri poiché quella materna è molto richiesta. Mi domando allora perché il Comune ci dà la possibilità di scegliere se poi non ne va bene nessuna? Ditemi piuttosto che non posso scegliere e assegnatemi voi la materna. Almeno così sono sicura che mia figlia un posto lo troverà".

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