Carote sott'accusa
Carote sott'accusa

Bologna, 23 maggio 2018 - Carote marce così tanto da essere frolle e puzzare in modo incredibile («c’era odore di ammoniaca») date a merenda ai bimbi di una classe dell’elementare Croce Coperta di via Marziale, parte dell’Istituto comprensivo 15. Questo lunedì perché «oggi (ieri, ndr) c’erano le albicocche marce pure loro. Ho detto a mio figlio di non mangiare più niente da quel sacchetto». Quel sacchetto è il programma frutta e verdura finanziato dal Ministero delle Politiche agricole, con fondi Ue, per incentivare il consumo di questi alimenti, di solito un po’ ostici, tra gli under 11, con tanto di bando che è stato vinto per la distribuzione in Emilia Romagna, da una cooperativa veneta. Peccato che l’effetto, almeno nel caso di Pietro (nome di fantasia, ndr), sia l’esatto contrario. «Prima mangiava le carote, ora non le vuole neppure vedere», confida la mamma.
Le maestre segnalano: sul sito dedicato al progetto http://www.fruttanellescuole.gov.it/ c’è un ‘Punto ascolto per le Scuole’.

Dal canto suo, il preside Vicenzo Manganaro, contattato, risponde un «non ne so nulla. So che questo programma c’è alle Casaralta (altra elementare dell’ic 15, ndr), ma di Croce Coperta non so. Mi devo informare». Lunedì, per la merenda del pomeriggio, nella classe di via Marziale si distribuiscono i sacchetti mono porzione con le carote. Pietro non le tocca e infila la busta di plastica nello zaino dove verrà scoperta, per puro caso, dai genitori la sera. «C’era un fetore terribile: ho dovuto lasciare lo zaino fuori dalla finestra tutta notte». Scatta l’allerta in chat. «Una mamma mi ha raccontato che il sacchetto era gonfio e, dopo che l’ha aperto, è uscito un liquido maleodorante – racconta il papà di Pietro –. Ma è mai possibile?». Tra le aule di via Marziale il tam tam mattutino dilaga. «E’ già accaduto che la frutta o la verdura di quel sacchetto fosse marcia: almeno 4-5 volte», ammette il papà di Clara (altro nome di fantasia, ndr). Addirittura, aggiunge, «le maestre hanno distribuito la classica merenda quando la frutta o la verdura non sono state consegnate». 

E qualcuno già sussurra una sigla: Nas, i carabinieri del Nucleo anti sofisticazioni deputati proprio a questo tipo di indagini. «Il solo pensiero che Pietro potesse mangiare quelle carote mi fa rabbrividire – aggiunge la mamma –. Se fosse accaduto, ora saremmo in ospedale per una grave intossicazione alimentare. E’ una vergogna che accadano episodi simili: c’è qualcuno che controlla?».