Bologna, cartelloni pubblicitari all'ospedale Maggiore (FotoSchicchi)
Bologna, cartelloni pubblicitari all'ospedale Maggiore (FotoSchicchi)

Bologna, 27 novembre 2015 - Quando la spending rewiev non è sufficiente a ridare ossigeno, allora in ospedale entra in campo la pubblicità. In questi giorni squadre di operai e supervisori stanno sistemando una serie di cartelloni nelle strutture dell’Azienda Usl di Bologna – all’ingresso e negli spazi interni – dove per ora campeggia solo il nome della ditta a cui fare riferimento e i relativi cellulari, ma presto spunteranno i messaggi promozionali.

Già, ma di quale tipo? «Nulla di incompatibile con il Servizio sanitario pubblico – si affrettano a precisare dalla sede di via Castiglione – come armi, cartomanzia, magia occultismo, sigarette, alcolici, propaganda politica e religiosa. Ogni inserzione, comunque, è valutata e approvata dall’Azienda prima dell’affissione». Certo, anche se sarebbe difficile immaginare la réclame delle ‘bionde’ in un ambulatorio, tranquillizza sapere che sono già nella ‘lista nera’. Insomma, c’è un vaglio ‘etico’. Ad avere il semaforo verde, invece, i servizi di badantato, forniture di energia, concessionarie di automobili e l’infortunistica stradale. E magari anche altri settori.

Le idee da suggerire spetteranno alla ditta aggiudicataria, Cartel, che gestirà anche l’installazione della pubblicità in 190 spazi disponibili. Il ‘ventaglio’ di strutture dell’Azienda Usl è infatti molto ampio: per cominciare gli ospedali Maggiore e Bellaria in città, nella provincia a Porretta, Vergato, Loiano, Budrio, Bentivoglio, Bazzano e San Giovanni in Persiceto, e poi le Case della salute e i poliambulatori. E proprio al poliambulatorio Chersich di via Beroaldo, in zona San Donato, mercoledì non è passata inosservata ai medici e ai pazienti, l’installazione di decine di cartelloni. Quale sarà il guadagno per l’Azienda Usl? «Verrà riscosso l’85% degli incassi ricavati dalla vendita degli spazi pubblicitari, gestita dalla ditta aggiudicataria – è la risposta – e a suo carico saranno tasse, imposte e tributi sulla vendita pubblicitaria».

E la destinazione dei proventi? «Miglioramento del comfort e dell’accoglienza delle strutture dell’Azienda», viene assicurato. Quindi, con i soldi incassati si potranno acquistare nuovi arredi per le sale d’aspetto e magari tinteggiare le pareti. Insomma, un salvadanaio per quegli aspetti che spesso non rappresentano una priorità e così restano indietro. Il contratto con Cartel ha una durata di 4 anni, eventualmente rinnovabili per altri 3. Scelta simile ha fatto anche l’istituto ortopedico Rizzoli, dove la prima campagna pubblicitaria è già partita: sui cartelloni sono reclamizzate forniture di energia con contratti ‘verdi’.