La Casa della Salute al Navile (foto Schicchi)
La Casa della Salute al Navile (foto Schicchi)

Bologna, 18 luglio 2018 - Portineria troppo rumorsa, punto prelievi piccolissimo, scale mobili spesso inutilizzabili e auto degli infermieri con sedili rotti, ruggine sulla carrozzeria e chilometraggi a vari zero. Ecco l’elenco delle proteste dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza che hanno messo sotto accusa la nuova Casa della salute al Navile. Realizzata in meno di tre anni con un investimento di quasi 12 milioni e 200 mila euro, la Casa (7.555 metri quadrati su 5 piani) dovrebbe essere il punto di accoglienza e orientamento per l’accesso ai servizi sanitari e socio-sanitari del territorio.

Ma in una lettera indirizzata, tra gli altri, anche alla direttrice dell’Ausl, Chiara Gibertoni, e alla responsabile della struttura, gli operatori lamentano «una carenza di progettazione funzionale delle aree di lavoro e la mancata possibilità di fornire un contributo fattivo nei processi decisionali tenendo conto che la struttura è la prima Casa della Salute aperta ex novo nel Comune di Bologna». La questione è stata anche affrontata in una seduta della Commissione salute in Comune. Ma, dicono i lavoratori, rispetto alle lamentele di un mese fa nulla è cambiato. «La portineria front-office al piano terra risulta molto rumorosa», recita la lettera. Sul punto prelievi, invece, la critica è sulle «dimensioni ridotte» dello spazio mentre la scala mobile che conduce al primo piano «ha continuamente problematiche che ne impediscono il funzionamento». Nella stanza per la riabilitazione «attrezzature e scrivanie limitano le operazioni dei fisioterapisti». Al secondo piano lo spogliatoio ricavato dal magazzino non ha «docce e servizi igenici». Infine gli infermieri «lamentano l’utilizzo di autovetture obsolete che presentano sedili rotti, sfondati, ruggine da usura sulla carrozzeria, alti chilometraggi e varie problematiche di tipo meccanico». Sulle Case della salute, ieri, sono intervenute Cgil, Cisl e Uil che hanno chiesto di fermare le polemiche su strutture «necessarie per il nostro territorio». «A fronte di una medicina fortemente mutata» il decollo delle Case della salute è «un punto imprescindibile».