(DIRE) Bologna, 30 ago. - Mentre il Comune di Bologna e' alla ricerca di edifici vuoti o invenduti per far fronte all'emergenza abitativa, va all'asta un sostanzioso pacchetto di immobili che fanno parte del patrimonio di Edilizia residenziale pubblica (Erp) di Palazzo D'Accursio: nel complesso 162, in gran parte alloggi (142) con l'aggiunta di qualche posto auto o autorimessa. Fatta eccezione per due appartamenti a Castel Maggiore e uno a Monterenzio, tutti gli immobili si trovano sul territorio comunale di Bologna.    Il bando per l'alienazione e' gestito dall'Acer: l'operazione, spiega l'Azienda sul proprio sito, rientra "nell'ambito di un programma di razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica" deciso dal Comune attraverso un piano di "alienazione e reinvestimento" (la delibera risale all'aprile 2013). Sul totale degli alloggi messi in vendita, 26 risultano sfitti mentre gli altri sono attualmente assegnati con contratto Erp: in questi casi, si legge nel bando, agli assegnatari e ai loro familiari spetta il diritto di prelazione per l'acquisto. In 32 casi, gli immobili all'asta "sono privi del provvedimento comunale di abitabilita'-agibilita'", precisa sempre l'Acer. I prezzi a base d'asta? Si parte dai 79.000 euro per un alloggio di 57 metri quadrati in via Beroaldo, attualmente assegnato: soggiorno con angolo cottura, due camere, bagno e cantina al piano seminterrato. Attenzione, pero': l'appartamento e' privo di impianto termico. (SEGUE)   (Pam/ Dire) 13:40 30-08-1
(DIRE) Bologna, 30 ago. - Mentre il Comune di Bologna e' alla ricerca di edifici vuoti o invenduti per far fronte all'emergenza abitativa, va all'asta un sostanzioso pacchetto di immobili che fanno parte del patrimonio di Edilizia residenziale pubblica (Erp) di Palazzo D'Accursio: nel complesso 162, in gran parte alloggi (142) con l'aggiunta di qualche posto auto o autorimessa. Fatta eccezione per due appartamenti a Castel Maggiore e uno a Monterenzio, tutti gli immobili si trovano sul territorio comunale di Bologna. Il bando per l'alienazione e' gestito dall'Acer: l'operazione, spiega l'Azienda sul proprio sito, rientra "nell'ambito di un programma di razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica" deciso dal Comune attraverso un piano di "alienazione e reinvestimento" (la delibera risale all'aprile 2013). Sul totale degli alloggi messi in vendita, 26 risultano sfitti mentre gli altri sono attualmente assegnati con contratto Erp: in questi casi, si legge nel bando, agli assegnatari e ai loro familiari spetta il diritto di prelazione per l'acquisto. In 32 casi, gli immobili all'asta "sono privi del provvedimento comunale di abitabilita'-agibilita'", precisa sempre l'Acer. I prezzi a base d'asta? Si parte dai 79.000 euro per un alloggio di 57 metri quadrati in via Beroaldo, attualmente assegnato: soggiorno con angolo cottura, due camere, bagno e cantina al piano seminterrato. Attenzione, pero': l'appartamento e' privo di impianto termico. (SEGUE) (Pam/ Dire) 13:40 30-08-1

Bologna, 19 settembre 2014 - Chi sta utilizzando abusivamente un alloggio Acer a Bologna, si ritenga avvisato: "E' già pronto un piano per eseguire gli sfratti, perché spesso si tratta di case già ristrutturate e pronte per l'assegnazione". L'annuncio arriva da Riccardo Malagoli, assessore comunale alle Politiche abitative, oggi in commissione. "Ci apprestiamo a programmare gli sfratti dei 21 appartamenti Acer attualmente occupati", afferma Malagoli, confermando cosi' la linea dura su cui nelle scorse settimane si è assestato il sindaco Virginio Merola. Si procederà dunque agli sfratti di questi alloggi, "tenendo conto di chi c'è dentro" e con la partecipazione dei Servizi sociali in caso di presenza di bambini, precisa Malagoli.

"Non possiamo accettare che alloggi pubblici che stanno per essere assegnati vengano occupati", ribadisce l'assessore, perché si tratta di una "prevaricazione" nei confronti di chi ha diritto ad ottenere un appartamento. Le occupazioni spesso manifestano "bisogni primari" di famiglie che non trovano alternative, "ma - mette in chiaro Malagoli- non possiamo accettare che sia questa la modalità". Passando alle azioni su cui sta lavorando l'amministrazione, l'assessore conferma che "nelle prossime settimane uscirà il bando" per i contributi all'affitto, con l'obiettivo di "cominciare ad erogare le risorse entro la fine dell'anno" ed aiutare le famiglie interessate ad evitare lo sfratto. L'occupazione degli alloggi pubblici è un meccanismo "insostenibile" anche per l'assessore ai Servizi sociali, Amelia Frascaroli: "genera una guerra tra poveri".

Questo, però, sapendo che ci si trova in una situazione che "non dico sia quella degli sfollati nel dopoguerra - aggiunge- ma in parte sì". Dunque, non funziona un approccio per cui "vengono prima le norme e poi i bisogni", sottolinea Frascaroli: "Bisogna partire dalla lettura dei bisogni per costruire soluzioni legali, attraverso accordi e procedure istituzionalmente definite, che tengano conto di una situazione straordinaria". Il Pd sostiene la linea della 'tolleranza zero' sulle occupazioni: "Vanno azzerate" con un piano da varare "da qui a 10 giorni", afferma Claudio Mazzanti, "se non vogliamo finire come Milano" dove "sono 3.000" i casi di questo genere, contro i 21 bolognesi. Invoca il "pugno di ferro" la Lega nord, con Mirka Cocconcelli, "senza nessuna pietà", anche in presenza di minori.

E Marco Lisei (Fi): "Se sugli immobili pubblici occupati si interviene con urgenza", per quelli privati è "più complesso". Magari perché, ipotizza, "se si sgomberano rapidamente gli edifici privati, poi si va ad occupare quelli del Comune". Malagoli torna anche sul progetto per l'uso temporaneo degli appartamenti inutilizzati: potrà riguardare anche i percorsi "intasati" delle aste immobiliari, considerando che "spesso e volentieri, i curatori fallimentari neanche mettono gli immobili all'asta perché sanno che andrebbe deserta". Anche in questi casi, dunque, si può lavorare ad accordi che portino all'uso temporaneo di questi immobili per evitare di "tenere fermo un patrimonio importante" e allo stesso tempo garantire una "certezza di entrate" ai curatori, con benefici sia per le spese condominiali che per i creditori".