Pier Ferdinando Casini, senatore. Dal 2001 al 2006 è stato presidente della Camera
Pier Ferdinando Casini, senatore. Dal 2001 al 2006 è stato presidente della Camera
di Paolo Rosato "Pronto? Sì, buongiorno. Come sto? Abbiamo visto dei giorni migliori. Mi dispiace solo di non poter votare il governo Draghi". Non perde mai la voglia di sdrammatizzare Pier Ferdinando Casini, uno che di burrasche in politica ne ha viste davvero tante. E se pure la bonaccia di speranza portata dall’arrivo del governo Draghi è stata increspata dal toc-toc del Covid, il senatore riesce a scherzarci su rammaricandosi di non poter partecipare personalmente a un passaggio storico per la Repubblica....

di Paolo Rosato

"Pronto? Sì, buongiorno. Come sto? Abbiamo visto dei giorni migliori. Mi dispiace solo di non poter votare il governo Draghi". Non perde mai la voglia di sdrammatizzare Pier Ferdinando Casini, uno che di burrasche in politica ne ha viste davvero tante. E se pure la bonaccia di speranza portata dall’arrivo del governo Draghi è stata increspata dal toc-toc del Covid, il senatore riesce a scherzarci su rammaricandosi di non poter partecipare personalmente a un passaggio storico per la Repubblica. "Vede, l’influsso del governo Draghi può essere solo positivo, mi dispiace solo che non potrò votarlo", continua Casini, in isolamento a casa. Lo stesso ex presidente delle Camera e attuale esponente dei ’Centristi per l’Europa’ era stato indicato dai rumors di palazzo come uno dei volti possibili per la prossima (manca un anno) scelta del nuovo inquilino del Quirinale. Per ora, però, servirà riposo. "Adesso mi attengo al protocollo e a quello che mi dicono i medici. Siamo nelle mani di Dio, bisogna aggredire e non sottovalutare, avere rispetto del male. Guai a quelli che sfottono gli avversari, anche nella vita politica. Io non li ho mai sfottuti, figuriamoci se lo faccio sulla malattia".

Ma come ha scoperto di essere positivo al Covid-19?

"Da mia figlia, ce l’aveva anche lei e credo che sia stata lei a trasmetterlo. Appena ho sentito un po’ di tosse ho fatto il tampone. Sono cose che capitano, non bisogna recriminare più di tanto. La vita è così. Cè una frase, fantastica, di Sant’Ignazio di Loyola: bisogna lavorare molto, come se tutto dipendesse da noi, e pregare di più come se tutto dipendesse da Dio".

Che sintomi ha?

"Sto bene, ho una tosse fastidiosa. Ma la voce è solida e la mente è lucida. Mia madre di 92 anni appena gliel’ho detto ha fatto il solito dramma per il suo bambino, ma le ho anche detto che sto benissimo, non ti preoccupare, stai serena, l’erba cattiva non muore mai".

I contagi in Emilia-Romagna a a Bologna stanno salendo, i dati tornano a essere preoccupanti. Si sente di dare un consiglio ai cittadini in questa fase?

"Soprattutto voglio parlare ai ragazzi: bisogna essere responsabili. Perché questo male è subdolo e sta dietro l’angolo per colpirti. Non bisogna abbassare la guardia, i richiami delle autorità sono giusti. Forse un po’ tutti noi abbiamo la tendenza appena possiamo a riprendere la vita normale. Ma è un errore, occorre responsabilità".

Ieri pomeriggio, pur in un quadro clinico che non desta particolari preoccupazioni, il senatore Casini si è recato all’ospedale Spallanzani di Roma per ulteriori accertamenti clinici.