Cent’anni di liceo Righi. Festa lunga un mese: "Più di 20mila alunni. Guardiamo al futuro"

Gli eventi si aprono il 18 novembre con il sindaco in Aula Magna. Il 15 dicembre lo spettacolo di Franz Campi alle Celebrazioni.

La preside Angela Rita Iovino

La preside Angela Rita Iovino

Cent’anni e non sentirli: il liceo scientifico Augusto Righi compie un secolo e il 18 novembre dà il via ai festeggiamenti che si concluderanno il 15 dicembre, al Teatro delle Celebrazioni, con lo spettacolo ’Ventimila ricordi in un secolo di Righi’, con la direzione artistica di Franz Campi. Il 18 novembre, in Aula Magna, si aprono le celebrazioni con il sindaco Matteo Lepore, mentre il 19 novembre, al Teatro Manzoni, si esibirà l’Orchestra Senza Spine. Porte aperte in viale Pepoli con le visite guidate del Fai (17-18-19 novembre). Dopodiché un profluvio di convegni, incontri e laboratori per il liceo in cui, in cent’anni, migliaia di prof hanno insegnato a oltre ventimila studenti. Tra questi il segretario della Cgil, Luciano Lama, l’artista Andrea Mingardi, l’onorevole Andrea De Maria, il viceministro alle Infrastrutture Galeazzo Bignami, il consigliere Fd’I Francesco Sassone, l’arbitro Pierluigi Collina e il Magnifico rettore dell’Alma Mater, Giovanni Molari. Per non parlare dei presidi, tra cui Miriam Ridolfi, peraltro assessore in quel terribile 2 agosto del 1980, Domenico Altamura e Fabio Gambetti (attuale preside del liceo Galvani). "Questo è un liceo che ha radici ben salde, ma sa guardare al futuro", spiega emozionata Angela Rita Iovino, preside del Righi da due anni che ora si trova a festeggiare l’importante compleanno. Con il regalo di nuovi laboratori grazie al Pnrr e il nuovo potenziamento di informatica. Forte di uno scientifico tradizionale (quindi con il latino), il Righi, puntualizza la preside, "rende complementari la cultura scientifica con quella umanistica, dando così una formazione completa" ai suoi 1.500 liceali.

Cento candeline. La prima campanella suona l’1 ottobre 1923: la riforma Gentile dà vita allo scientifico, come si legge nel libro ‘Un secolo di anni verdi. Storia del liceo Augusto Righi’ di Tito Menzani. Una maturità scientifica che, però, non permette l’accesso a Giurisprudenza, Lettere e filosofia e Magistero. La prima casa del Righi è piazza San Domenico (poi piazza Galilei, poi di nuovo San Domenico) con l’istituto Pier Crescenzi. Quanto all’intitolazione, la scelta cade sul fisico di fama internazionale nato e morto a Bologna (1850-1920), che qui insegnò all’Università. "Il Righi – scrive Menzani – assorbì gli studenti della soppressa sezione fisico-matematica dell’istituto tecnico e del soppresso liceo moderno che altro non era che una specifica sezione del Minghetti (fondato nel 1898, ndr)".

Tra i docenti spicca Mario Longhena, assessore all’Istruzione nella giunta di Francesco Zanardi: insegnò al Righi fino alla pensione, nel 1939.

Nel 1934 apre la terza sezione. Il Righi scoppia: spunta allora una succursale ‘improvvisata’, Palazzo Zabban tra via Saragozza e via del Riccio. Non basta. Nel 1940, ecco viale Pepoli, dove l’architetto Melchiorre Bega progetta l’attuale edificio decorato dallo scultore bolognese Bruno Boari. Nel 1947, si sbarca a Imola, con la succursale Luigi Valeriani (autonomo dagli anni Cinquanta). A Bologna, spuntano sezioni nelle vie Schiavonia, Marconi, della Rondine e Santo Stefano. Da qui nasce il Fermi (dal 1962, in via Mazzini) e il Copernico, che nel 1972 si sdoppia tra la periferia e via Santo Stefano. Qui, dal 1981, vedrà la luce il Quarto liceo scientifico. Seguono poi le succursali a San Giovanni in Persiceto (l’Iis Archimede) e Casalecchio di Reno (liceo Da Vinci). A metà anni 2000, al Righi viene data la succursale di via Tolmino.