Bologna, 23 maggio 2020 - No, non sono i cerchi di ‘Signs’, lasciati dagli alieni nel grano nel film con Mel Gibson. Non è nemmeno land art , l’arte contemporanea che interviene sui territori naturali. E nemmeno mandala , simboli religiosi che ad esempio i monaci giapponesi Yamabushi disegnano con il loro cammino nei boschi delle montagne sacre.

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I cerchi apparsi in Corticella (VIDEO) ieri pomeriggio, nel grande giardino della Casa Buia, la Cà Bura, sono l’ultima frontiera del distanziamento sociale. ‘Bolloni’ di due metri e mezzo di raggio, ognuno a due metri dall’altro, garantiscono l’ordine sulla collina nei giorni delle polemiche da assembramento. Partite sui Navigli ma arrivate fin qui, nella Bologna che ha subito riempito le strade della movida e anche le aree verdi. L’assessore Alberto Aitini, che fra le varie deleghe ha quella al verde pubblico, da giorni è in prima linea sul minato fronte della lotta ai comportamenti scorretti.

E, scorto qualcosa di simile nella città di New York, si è ingegnato con questa sperimentazione. Che fa un po’ Twister , uno dei giochi cult degli anni Settanta-Ottanta, ma è anche la prima vera opera messa in atto per garantire fruizione delle aree verdi e sicurezza sociale outdoor: "Abbiamo pensato che disegnare cerchi in un parco potesse aiutare e facilitare a garantire il distanziamento fra le persone, e soprattutto potesse aiutare le persone a orientarsi meglio".

Ecco così, dunque, l’esperimento: "Abbiamo scelto il parco di via dei Giardini, in Corticella, che ha collinette e spazi ad hoc . Abbiamo utilizzato una vernice ecologica che resiste una settimana: se l’iniziativa dovesse piacere, allora potremmo passare al gesso che normalmente si usa nei campi da calcio e che è più duraturo. Per questo motivo siamo partiti con la vernice".

È un esperimento, ma ieri subito i cerchi si sono riempiti. Di singoli e di congiunti. Con o senza mascherina: "Bisogna stare in sicurezza nei parchi, per questo abbiamo pensato a un raggio di due metri e mezzo e a un’ulteriore distanziamento fra i vari cerchi – continua Aitini –. Abbiamo anche messo dei cartelli per spiegare ai cittadini l’iniziativa. È un modo per dare ordine ed evitare gli assembramenti, vivere i parchi in sicurezza e garantire il rispetto del distanziamento". Dalla Corticella al Domino Park, a Brooklyn, lì dove sono apparsi i primi cerchi anti-contagio, la distanza è dunque molto più ristretta degli oltre 6.600 chilometri che Google calcola. Vi piace?, chiede Aitini sui social: i commenti sono tutti positivi, per ora. L’idea potrebbe essere estesa agli altri parchi cittadini, Giardini Margherita compresi.