Il Covid lo ha portato via a 87 anni e lui se n’è andato con la discrezione di sempre, come aveva vissuto. Preferiva che fossero le sue opere a parlare per lui. Con Lorenzo Ceregato scompare un pittore figurativo-moderno e un protagonista dell’antica e difficile tecnica dell’affresco: "tecnica della quale Ceregato è ormai un protagonista. Oppure un superstite, se preferite", ha scritto Andrea Emiliani presentando una mostra del pittore a Reggio Emilia. Nato in provincia di Vicenza, ma...

Il Covid lo ha portato via a 87 anni e lui se n’è andato con la discrezione di sempre, come aveva vissuto. Preferiva che fossero le sue opere a parlare per lui. Con Lorenzo Ceregato scompare un pittore figurativo-moderno e un protagonista dell’antica e difficile tecnica dell’affresco: "tecnica della quale Ceregato è ormai un protagonista. Oppure un superstite, se preferite", ha scritto Andrea Emiliani presentando una mostra del pittore a Reggio Emilia.

Nato in provincia di Vicenza, ma bolognese d’adozione, nel 1950 Ceregato inizia la sua attività espositiva a Reggio Emilia: Mario De Micheli ne rimase colpito, tanto da mostrare i suoi lavori a Renato Guttuso come esempio di linguaggio neorealista; il maestro gli acquistò tre disegni. Giunto a Bologna, conosce Giorgio Morandi nell’atelier di via Fondazza, ottenendone quello scambio di opere alla pari che può accadere soltanto quando c’è reciproca considerazione.

Ceregato riscoprì gli antichi segreti dell’affresco dopo aver studiato il Tiepolo a Venezia e il Veronese a Villa Maser. Seguendo i preziosi consigli dell’amico restauratore Ottorino Nonfarmale, divenne autore di affreschi in molte chiese italiane e in altri luoghi pubblici. Tra le tante opere realizzate dal pittore durante la sua lunga attività artistica si ricordano gli affreschi Inno al pane di 33 metri all’Antoniano, Scienza della vita all’Istituto Ortopedico Rizzoli, il paliotto dedicato alla beata Caterina Troiani in occasione del rito di beatificazione in San Pietro a Roma, la gigantografia (da un dipinto) raffigurante Bartolomeo Maria Dal Monte in occasione della beatificazione da parte di Papa Giovanni Paolo II, avvenuta a Bologna nel 1997 con rito in piazza Maggiore. Vanno ricordate anche le preziose vetrate policrome dietro l’Altare maggiore delle chiese di San Tomaso di Zola Predosa e del Santuario della Madonna del Sasso di Sasso Marconi. Suoi anche i dipinti nella Cattedrale di San Marco in Venezia che ritraggono gli ultimi trenta Patriarchi succeduti alla guida della diocesi.

Lorenzo Ceregato è stato "artista fine e di nobile sentire" come ebbe a dire Alessandro Cervellati, sostenendo anche che "...non è retribuito in gloria come gli spetterebbe ma possiede il dono più raro, l’impulso poetico, cioè quel moto del cuore che si richiede all’artista per lasciare traccia durevole di se stesso".L’artista è stato docente all’Accademia di Belle Arti, Accademico Clementino; attualmente era Consigliere della ’Francesco Francia’.