Cesare Cremonini e nel riquadro il papà Giovanni Cremonini
Cesare Cremonini e nel riquadro il papà Giovanni Cremonini

Bologna, 19 settembre 2019 - Un video. Senza audio, ma a colori. Un po’ sgranato, a testimoniare il suo essere vintage, ma poetico e commovente. Su Instagram, Cesare Cremonini ha rotto il silenzio sulla morte del padre Giovanni. Le immagini ritraggono due bambini, Vittorio e Cesare, quasi in fasce, che giocano, si baciano e si stuzzicano tra le grandi e accoglienti braccia del loro papà (video).

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A coronare questo flash d’amore, un lungo messaggio firmato ‘Cesare e Vittorio’ (foto). "Eri nostro padre, mio e di mio fratello Vittorio, ma anche ‘al dutaur’, il dottore, per tutti gli altri. Scegliesti un angolo del mondo per cominciare. Un posto dove nessuno, prima di allora, aveva mai visto un medico. E dopo tutta una vita dedicata agli altri hai visto? Oggi in tantissimi vogliono dirti grazie. Al posto mio avresti di sicuro smorzato l’emozione con uno dei tuoi proverbi. I tuoi pazienti sono stati i tuoi figli e io sono orgoglioso di essermi sentito pari loro. Da ogni visita notturna tornavi con un regalo per me e mio fratello e mi raccontavi chi erano le persone che avevi guarito. Ci hai insegnato così il valore dell’uguaglianza e della gratitudine nel far parte di una comunità. Mi hai visto partire da un pianoforte più alto di me, appoggiato a un muro di casa, dove mi chiedevi di suonare la sera per toglierti la stanchezza, e mi hai visto arrivare dove ho sempre sognato. Non smetterò mai di pensarti e cantarti, perché con te il mondo era più bello. Ma se una canzone che stia al posto tuo non c’è, eccola qua. È come fossi con me". 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Eri nostro padre, mio e di mio fratello Vittorio, ma anche “al dutåur”, il dottore, per tutti gli altri. Scegliesti un angolo del mondo per cominciare. Un posto dove nessuno prima di allora aveva mai visto un medico. E dopo tutta una vita dedicata agli altri, hai visto? Oggi in tantissimi vogliono dirti grazie. Al posto mio avresti di sicuro smorzato l’emozione con uno dei tuoi proverbi. I tuoi pazienti sono stati i tuoi figli e io sono orgoglioso di essermi sentito pari a loro. Da ogni visita notturna tornavi con un regalo per me e mio fratello, e mi raccontavi chi erano le persone che avevi guarito. Ci hai insegnato così il valore dell’uguaglianza e della gratitudine nel fare parte di una comunità. Mi hai visto partire da un pianoforte più alto di me, appoggiato a un muro di casa, dove mi chiedevi di suonare la sera per toglierti la stanchezza, e mi hai visto arrivare dove ho sempre sognato. Non smetterò mai di pensarti e cantarti, perché con te il mondo era più bello. Ma se una canzone che stia al posto tuo non c’è, eccola qua. È come se fossi con me. Ciao babbo. Cesare e Vittorio.

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Le ultime due righe, non a caso, riportano il commovente ritornello della canzone del 2002 ‘PadreMadre’. Giovanni Cremonini ha lasciato un grande vuoto anche nella comunità sanlazzarese, come ha ricordato il sindaco Isabella Conti: "Un medico tutto d’un pezzo, quel medico di una volta che tutti dovrebbero prendere a esempio. Umile e con grande spirito di abnegazione, sapeva gestire qualsiasi situazione, anche quelle più gravi, con grande ottimismo e una gioia contagiosa".

Chi era Giovanni Cremonini

Cremonini, padre di Vittorio e Cesare, marito di Carla, era nato a Sant’Agata Bolognese il 10 ottobre 1924. Il suo cuore si è fermato lunedì, poco prima di compiere novantacinque anni. Medico di base a San Lazzaro dagli anni Cinquanta, per la precisione dal 1952, e fino alla pensione, era specializzato in nutrizionismo. Poco prima del suo novantesimo compleanno, Marco Macciantelli, ex sindaco di San Lazzaro, nella sala consiliare del Municipio, gli consegnò una targa ricordo come riconoscimento del grande lavoro di medico di base che, il dottor Cremonini, aveva svolto con passione nella comunità locale e negli ambulatori di Idice e Castel de’ Britti. La targa voleva essere un ricordo anche della professionalità di questo medico eccezionale e di una modalità diagnostica d’altri tempi, quasi familiare. Due anni fa, poi, il sindaco sanlazzarese Isabella Conti, in una cerimonia a cui era presente anche il figlio Cesare, gli ha voluto dedicare la sala principale della Casa della Salute. Guarì e confortò intere generazioni di pazienti. Oggi sono stati officiati i funerali nella chiesa Santa Maria Assunta e San Gabriele di Idice.