Chef e Starbucks, si apre La Mantia punta Bologna

Indiscrezioni sull’approdo in città, ma bocche cucite su chi va all’Acquaderni. Lepore difende la catena: "Grazie a noi non si è presa mezza via D’Azeglio".

Chef e Starbucks, si apre  La Mantia punta Bologna

Chef e Starbucks, si apre La Mantia punta Bologna

Non è ancora chiaro, le bocche sono cucitissime, quale chef entrerà nel nuovo avveniristico progetto che riqualificherà la Galleria Acquaderni. Ma alcuni nomi stanno girando, e tra i più accreditati per una avventura in città c’è quello del noto chef Filippo La Mantia, che ha temporaneamente stoppato la sua attività al Mercato centrale di Milano. Non ci sono collegamenti, per ora, tra La Mantia e la Galleria di via Rizzoli, ma in ogni caso un suo sbarco in città parrebbe più che probabile, bisognerà vedere dove e in che formula. La Galleria Acquaderni vedrà un restyling deciso, che restituirà alla cittadinanza dei locali prestigiosi, con una ristorazione che sarà, promettono i bene informati, all’avanguardia. Un progetto speciale che derogherà alla stretta del Decreto Unesco, che stoppa il proliferare dei pubblici esercizi in centro storico.

Alcune polemiche invece sono sorte attorno all’arrivo di Starbucks in città, la nota catena americana di caffetterie aprirà in via D’Azeglio, nei locali che furono della Mondadori, fino a qualche mese fa. Obiettivo apertura per l’autunno, in ogni caso entro l’anno. Il sindaco Matteo Lepore ha difeso la scelta dell’amministrazione di derogare per fare entrare la catena. "Bologna è l’unica città in Italia ad avere una delibera salva-cinema in centro storico e una delibera salva-librerie, ed è il motivo per cui è una delle poche città in Italia- ha sottolineato il sindaco – ad avere ancora cinema che addirittura aprono". Un esempio, per dire che la Mondadori zera chiusa da tempo, si tratta di una catena tanto quanto Starbucks e quindi non vedo grandi differenze. Grazie al decreto Unesco siamo noi a dire dove e come. Se non ci fosse stato questo intervento nostro, Starbucks non sarebbe certo un piccolo negozio al posto della Mondadori, ma magari si sarebbe comprata mezza via".

Paolo Rosato