Fondazione Maratona Alzheimer si appella alla Regione affinché chi soffre di questa patologia (e caregiver) venga riconosciuto come fragile e abbia accesso prioritario al vaccino anti Covid. La Fondazione, che si propone come elemento unificante tra le altre realtà per un approccio innovativo all’Alzheimer e alle demenze, si propone nel post pandemia come occasione per ripensare a modalità di assistenza e ricerca. Lo spiega il presidente Stefano Montalti (foto). "La scelta di procedere con la vaccinazione per età e fragilità dei pazienti è corretta. Ma il problema di chi soffre di demenza è irrisolto: non sono solo over 65, il 5-10% ha tra i 35 e 60 anni, con le stesse fragilità". Lo dicono i dati: "I colpiti dal Covid con questa patologia hanno registrato una mortalità 2,6 volte superiore alle corrispondenti classi d’età. Perciò serve la priorità". Inoltre, "queste persone hanno deficit di funzioni esecutive e memoria tali da non potere seguire le regole o proteggersi dal virus, con rischi pure per chi li accudisce. Purtroppo, non rientrano nella legge 104, spesso legata al parametro della deambulazione, che in chi è affetto da Alzheimer è corretta. E così viene tagliato fuori". La Fondazione "vuole essere un luogo di confronto sui modelli di assistenza che coinvolgano la comunità, sostenendo insieme il confronto con politica e istituzioni".