Una delle ultime edizioni della Childrens' Book Fair di Bologna
Una delle ultime edizioni della Childrens' Book Fair di Bologna

Bologna, 22 aprile 2020 - Esce dalla polvere depositata dalla storia il signor John Newbery che nella Londra del Settecento iniziò a produrre libri destinati ai bambini diventando così un pioniere della letteratura per l’infanzia. Riemerge il miliardario filantropo Andrew Carnegie che oltre alla celeberrima Carnegie Hall di Manhattan, fece costruire sul suolo americano più di 2500 biblioteche pubbliche ai primi del Novecento. Si entra nell’immaginario di un ragazzino che sognava draghi e orchi (tale J.R.R. Tolkien) e di una signora che partorì un mostro (Mary Shelley e il suo Frankenstein). È una parata di storia e di storie che virano dal bianco e nero al colore e accomunate da un fil rouge: l’oggetto libro e i suoi creatori. Circa 120 picture book (libri illustrati) che vanno a comporre l’incipit della Children’s Book Fair di Bologna, una delle più grandi kermesse mondiali dedicate all’editoria per ragazzi e che approda dal 4 maggio per la prima volta solo on line. Ma, appunto, preceduta a partire da domani dall’inaugurazione – sempre sul web, naturalmente – della mostra A Universe of Stories. Starring: The Book! . Cinque stanze virtuali per altrettanti temi sviscerati dal meglio della produzione mondiale: librerie, biblioteche, scrittori, il libro e la lettura, autori e illustratori. Il tutto curato dall’Accademia Drosselmeier con l’Associazione delle librerie indipendenti per ragazzi.

Il libro che parla di altri libri, che si sofferma su un soggetto o su un personaggio, che riflette su se stesso in un meccanismo quasi borgesiano. Pagine da sfogliare, tavole colorate, autori di punta del settore e astri nascenti. Da raggiungere con il mouse. Grazia Gotti, bolognese, libraia-pedagoga-organizzatrice non pecca di pessimismo. "Vero, mancherà la tangibilità, il poter sfogliare il libro, ma soprattuto ci mancherà il calore della famiglia: la famiglia degli addetti ai lavori che ogni anno a Bologna si dava appuntamento. Però acquisteremo altre cose: la possibilità di ’visitare’ più e più volte la mostra semplicemente stando in casa davanti al computer, la concentrazione casalinga contro quel certo frastuono mentale che avvolge una fiera, il fatto di poter sfogliare in alcuni casi anche interamente il pdf di un libro".

Se in altri tempi la mostra sarebbe rimasta aperta solo nello spazio di qualche giorno, qui il valore aggiunto sta nella continuità e nel poter raggiungere in un colpo solo una platea mondiale. "Chi fa business – prosegue Gotti – ha una grande opportunità: prima di noi sono saltate le grandi fiere di Londra e Parigi ma la preveggenza di Bologna è stata quella di traslocare la fiera sul web. Se tutte le altre fiere non si faranno vuol dire che il pubblico mondiale verrà da noi". Ma come sta il mercato del libro per ragazzi nel tempo della pandemia? Combatte. Se il fatturato legato al periodo di chiusura è inesorabilmente perduto, le piccole librerie indipendenti italiane che hanno riaperto i battenti, hanno visto non senza una certa stupefazione, i clienti fedeli ripresentarsi subito con la voglia di spendere anche più del dovuto, per "solidarietà". Perché il binario parallelo tra reale e virtuale ci accompagnerà per un po’ e dovremo abituarci a convivere con questa scissione e a camminare sempre più spediti su questa corda tesa tra un presente che forse è già passato e un futuro che è già presente.

Dovendo scegliere tra tutti i titoli racchiusi in questo universo di storie, Grazia Gotti da dove partirebbe? "Dico A Velocity of Being sottotitolo Lettera a un giovane lettore : cento testimonial (tra di loro anche David Byrne dei Talking Heads) e cento illustratori; cento messaggi diretti a un giovane lettore". In copertina un grande libro che si apre e inghiotte nel suo ventre gli esseri umani. Perché la fantasia e l’intelligenza restino al potere, anche quando il futuro non è chiaro.