Andrea Segrè* Il coma etilico e i bonghi sui prati dei Giardini Margherita dove ogni notte succede di tutto mentre il giorno dopo razzolano i nanetti dei campi estivi fra i vari resti che, i pur solerti pulitori di Hera, non riescono a bonificare completamente. La goliardata in piazza Maggiore con la proiezione di una pellicola così osè, ovvero ’spinta oltre i limiti della decenza’ (sempre...

Andrea

Segrè*

Il coma etilico e i bonghi sui prati dei Giardini Margherita dove ogni notte succede di tutto mentre il giorno dopo razzolano i nanetti dei campi estivi fra i vari resti che, i pur solerti pulitori di Hera, non riescono a bonificare completamente. La goliardata in piazza Maggiore con la proiezione di una pellicola così osè, ovvero ’spinta oltre i limiti della decenza’ (sempre secondo la Treccani), tanto da non essere gradita da qualche spettatore tardivo e multata per ben 5mila euro, raccolti e anzi superati con un crowd funding su internet in un batter d’occhio. Tié. Mi fermo qui e mi domando: qual è il file rouge che lega questi avvenimenti? La musica tekno? Il drum & bass o psy-trance? Il film hard d’essai? La ’nuova’ cultura, insomma? Difficile dirlo. E poi però ce la prendiamo con il sassofonista e suoi cani sotto il Pavaglione, al suo posto anche durante il lockdown. E poi però ci lamentiamo che i locali sono vuoti. Ma è ovvio, costa meno assembrarsi dove non si rispettano le regole. Che sia allora la versione moderna della favola di Esopo sulla cicala e la formica? Le cicale cantano di notte e le formiche lavorano di giorno? In tutto ciò, colpiscono due cose. Che non sono né di destra né di sinistra, ma neppure qualunquiste. La sottovalutazione del necessario distanziamento fisico, soprattutto da parte dei giovani. La seconda è l’educazione anzi, la maleducazione: è così difficile capire che non a tutti piace la musica a tutto volume sotto le finestre a notte fonda? Certo, consola che da quest’anno scolastico torna in auge come materia l’educazione civica. Meglio tardi che mai, dirà qualcuno. E nel frattempo? Aspettiamo le prossime performance. Il caldo è arrivato, scatenerà la fantasia e ci vorrà tanta acqua fresca.

E qualche controllo in più.

In attesa di un autunno, questo

sì molto caldo, se le formiche – almeno quelle – non avranno fatto il loro dovere.

*Professore di Politica agraria internazionale e comparata dell’Alma Mater