La ‘cimice marmorata asiatica’ sta proliferando grazie al caldo
La ‘cimice marmorata asiatica’ sta proliferando grazie al caldo

Bologna, 25 agosto 2019 - «Una perdita di prodotto che va dal 40 al 100% in tutta l’Emilia-Romagna e un danno sulla produzione nazionale che ha raggiunto i 250 milioni di euro: il flagello della cimice asiatica si è trasformato in una vera e propria emergenza». Un’emergenza che colpisce anche il nostro territorio e contro la quale bisogna agire in fretta. Dunque, spiega la Coldiretti emiliano-romagnola, «è necessario organizzare al più presto un incontro con i vertici della Regione per attivare immediatamente una serie di soluzioni per far fronte a una situazione ormai insostenibile».

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La Regione dal canto suo ha risposto all’appello: «Siamo assolutamente consapevoli della situazione – ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli – e abbiamo convocato un vertice mercoledì prossimo, con le associazioni agricole e le organizzazioni dei produttori».

La ‘cimice marmorata asiatica’ è particolarmente pericolosa per l’agricoltura, depone le uova almeno due volte all’anno con 300-400 esemplari alla volta: sono le punture di questi insetti che rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili. La Coldiretti parla chiaro, chiedendo «che sia garantito un significativo finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità, visto tra l’altro che dall’inizio dell’estate si sono verificati, a livello nazionale, 725 eventi estremi tra tempeste, trombe d’aria grandinate e nubifragi, quasi il doppio dello scorso anno, che hanno devastato le campagne e colpito duramente anche la nostra regione».

La cimice asiatica, favorita anche dal caldo di questa estate, si sta moltiplicando nelle campagne e in città «ma per ora – spiega l’associazione – è possibile solo usare protezioni fisiche come le reti». Le strade invece sarebbero altre. «Più volte come Coldiretti Emilia-Romagna abbiamo chiesto di accelerare l’iter per l’utilizzo di insetti antagonisti. Ma ora la gravità della situazione impone che assieme alla Regione si riescano al più presto a individuare interventi finanziari e agevolativi per le imprese».

In pratica, suggerisce Coldiretti, convenzioni con le banche, l’intervento dei Consorzi Fidi, la sospensione di mutui, pagamenti, tasse e contributi per aiutare le aziende «gravato dalle spese sostenute per una produzione che rischia di venire azzerata e di non produrre quindi alcun reddito». E soprattutto, bisogna agire in fretta: «Non possiamo avere tempi ordinari rispetto a emergenze come l’arrivo di specie aliene, che invece richiedono provvedimenti rapidi del ministero dell’Ambiente, controlli sulle merci importate in Italia e interventi adeguati per aiutare le aziende a sostenere i danni».