NICOLETTA TEMPERA
Cronaca

Cocaina dal Sudamerica Cinque milioni delle ’ndrine puliti da una coppia cinese

Nei guai marito e moglie: riciclavano il denaro con il sistema del ‘fei ch’ien’. La Guardia di Finanza ha decapitato l’organizzazione criminale guidata da Romeo.

Cocaina dal Sudamerica  Cinque milioni delle ’ndrine  puliti da una coppia cinese

Cocaina dal Sudamerica Cinque milioni delle ’ndrine puliti da una coppia cinese

di Nicoletta Tempera

Le valigie piene di soldi passavano di mano in mano, da Bologna fino alla Cina e Hong Kong. E qui il denaro, frutto del traffico di tonnellate di cocaina, veniva ripulito, per tornare nelle disponibilità delle ’ndrine. Oppure veniva utilizzato per pagare direttamente i carichi ai narcos colombiani, brasiliani, peruviani. In una collaborazione tra organizzazioni criminali di massimo livello ai tre lati del mondo. Con un fulcro tutto emiliano. Perché era qui che il boss della Locride Giuseppe Romeo detto Maluferru (a cui è stato notificato in carcere l’arresto) aveva deciso di investire i guadagni e fare ‘base’. Ed è per questo che il 90 per cento dei beni sequestrati ieri nel corso della maxi-operazione della Guardia di finanza sono in Emilia-Romagna. Tra Bologna, Parma e il Reggiano. Con 160 militari in azione, le Fiamme gialle hanno decapitato un’associazione a delinquere capace di movimentare centinaia di chili di cocaina al mese dal Sudamerica: quarantuno le misure cautelari eseguite, di cui diciannove in regione, e 50 milioni di euro di beni, società e conti correnti sequestrati.

A Bologna è stato arrestato un cittadino cinese, Chunjian Jiang, mentre la moglie Hanfen Yang, destinataria della stessa misura, non è stata fermata perché in Cina. La coppia, residente a Casalecchio dove gestisce una sala slot, secondo le indagini coordinate dalla Dda con il pm Roberto Ceroni, avrebbe raccolto il denaro in tutt’Italia e gestito le operazioni per il riciclo e per il trasferimento dei soldi dall’Italia al Sudamerica, attraverso la Cina, utilizzando il sistema del ‘fei ch’ien’. Ossia una complessa rete di trasferimento di ingenti quantità di denaro contante, prima brevi manu, poi attraverso una lunga catena di bonifici verso aziende in Cina o ad Hong Kong. Che, con articolati meccanismi di ‘compensazione’, erano in grado di recapitare il denaro ai broker del narcotraffico e agli stessi cartelli sudamericani attraverso ‘agenti’ residenti all’estero. Dalle indagini è emerso che, grazie al meccanismo dei fei ch’ien, l’associazione è stata in grado di ripulire più di 5 milioni di euro. Per il ‘disturbo’ gli intermediari cinesi percepivano il 6 per cento. Nei due anni delle indagini, che hanno visto i finanzieri impegnati nell’analisi di 15 giga di chat tra gli indagati sulla piattaforma criptata Sky Ecc, sono state ricostruite cessioni per circa 1200 chili di coca, 450 di hashish e 95 di marijuana, per decine di milioni di euro di guadagni.