NICOLETTA TEMPERA
Cronaca

Concorso UniBo, minacce alla professoressa: “Una zampa di volpe per farmi lasciare Scienze politiche”

Francesca Rescigno, docente di Diritto, ha presentato subito denuncia. “Non ho idea di chi sia il mittente, potrebbe essere del dipartimento”

Francesca Rescigno: la decente di Scienze politiche all'UniBo che è stata minacciata

Francesca Rescigno: la decente di Scienze politiche all'UniBo che è stata minacciata

Bologna, 25 giugno 2023 – “Rescigno, hai già perso. Ora vattene dal dipartimento, puoi farti male”. Il messaggio, già di per sé esplicito, destinato alla professoressa associata di Diritto Francesca Rescigno (figlia del giurista Pietro), era accompagnato da una zampa recisa di animale. "Forse di una volpe o un coniglio. Purtroppo non era finta, me l’ha confermato anche la polizia", racconta la docente del dipartimento di Scienze politiche, che ha trovato la lettera, con messaggio minatorio e macabro feticcio, tra la posta della sua cassetta martedì scorso.

Professoressa Rescigno ha idea di chi possa essere stato a inviarle un simile messaggio?

"No, l’ho detto anche alla polizia. Però ritengo possa essere collegato al concorso per professore ordinario di Diritto pubblico comparato a cui ho partecipato, i cui risultati sono usciti venerdì. Per questo solo adesso mi sono decisa a raccontare quanto accaduto, senza temere accuse di vittimismo".

Quindi un mittente interno all’Università, un suo collega...

"Non ho idea di chi possa essere, ma sì, il sospetto è quello. Dopo tutto, il contenuto è chiaro: è qualcuno che non mi vuole in dipartimento".

Perché dovrebbero volerle male?

"Forse perché sono ‘scomoda’. Per il mio impegno per i diritti delle donne, delle minoranze... E anche degli animali. Chi mi ha mandato quella zampetta doveva sapere quanto io ami gli animali, quanto ci tenga e che sono una giurista che si occupa anche di Diritto degli animali. Tra l’altro a casa ho un gatto rosso e quando ho visto quella zampina c’è stato un momento di silenzio. Per fortuna non ero sola, nel mio ufficio con me c’era una mia laureanda, che ha assistito alla scena ed è rimasta anche lei sconvolta".

Torniamo un attimo indietro: dove avevano lasciato la lettera? Quando l’ha trovata?

"Martedì mattina. Intorno alle 9 sono andata in Università, entrando da via De’ Bersaglieri e lungo il corridoio, prima di entrare in ufficio, ho recuperato le tesi degli studenti dalla mia buchetta. Il lunedì precedente non c’era nulla".

E ha fatto subito denuncia?

"Sono andata alla polizia, ho consegnato lettera e zampa. Adesso faranno accertamenti. Mi hanno detto di informare subito il Rettore e il direttore del Dipartimento e l’ho fatto".

Ci sono telecamere che possano aver ripreso il mittente in azione?

"Ho scoperto che esiste un’unica telecamera che riprende quel tratto di via De’ Bersaglieri. E non funziona. Nel corridoio del dipartimento, dove ci sono le buchette dei docenti, non c’è nulla. Al di là delle minacce che ho ricevuto, in generale per una questione di sicurezza di tutti, sarebbe magari il caso di intervenire. Comunque, anche questo fatto mi fa pensare che sia stato qualcuno che gravita nell’ambiente l’universitario".

Aveva mai ricevuto minacce in passato?

"Una volta, dopo aver tenuto un convegno sulla laicità, mi avevano lasciato, nella stessa buchetta, delle pagine della Bibbia. Ho pensato che fosse un gesto anche simpatico, ci ho riso su".

Ha ricevuto solidarietà in Ateneo per quanto accaduto?

"Dal personale amministrativo molta. Ma dai vertici e dai colleghi nulla. Sono pronti a dare solidarietà a chiunque, ma per una collega minacciata non hanno ritenuto opportuno aprire bocca. Non so se una situazione come questa, così delicata da gestire, li abbia lasciati spiazzati".

Adesso come si sente?

"Ho passato giorni molto difficili. E tornare a palazzo Hercolani, con questo spirito mi rende molto tesa. Per questo vorrei essere trasferita in un altro dipartimento, dove sentirmi libera di insegnare e portare avanti le mie idee in un ambiente che non mi è ostile".