Coronavirus, aumentano i casi a Bologna e provincia (Fotogramma)
Coronavirus, aumentano i casi a Bologna e provincia (Fotogramma)

Bologna, 6 marzo 2020 - L’emergenza Coronavirus continua. E raddoppia. Sono 22 i nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore. Un numero che fa salire il conto complessivo a 41. "Sedici di questi casi - spiega il commissario ad acta Sergio Venturi - sono riferibili a una bocciofila di Medicina, che è già stata chiusa, ma raccomando fortemente agli anziani 'vivaci' di soprassedere ai momenti di socialità per alcune settimane". "Non ci possiamo permettere - aggiunge - che 16 persone si infettino andando a giocare a bocce. I letti di terapia intensiva sono la cosa più preziosa che abbiamo. Lasciamoli a chi si ammala perché inconsapevolmente è entrata in contatto con una persona che ha contratto il virus". Per questo Venturi annuncia che la Regione Emilia-Romagna "sta valutando insieme al Governo provvedimenti più restrittivi per palestre, piscine e corsi di ballo".

Il virus si diffonde persino tra i reparti di ospedale. Quello di Urologia del Sant’Orsola rimarrrà a regime ridotto almeno fino a dopo il weekend. Questo perché uno dei nuovi contagiati del nostro territorio nei giorni scorsi ha subìto un intervento chirurgico ed è rimasto poi ricoverato proprio in quel reparto.

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Così, sono state adottate misure emergenziali in tutto il reparto, per tutelare chi ci lavora e chi è ricoverato. Sono stati rimandati tutti gli interventi chirurgici previsti e drasticamente ridotta l’attività ambulatoriale; i medici e tutti i sanitari possono accedere al reparto seguendo le precauzioni generali previste nella situazione di emergenza, mentre i parenti dei pazienti possono entrare soltanto uno alla volta, sempre seguendo le nuove, stringenti norme.

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A quanto si apprende, nessuno è stato messo in quarantena mentre sono stati eseguiti tamponi su due pazienti e una trentina di sanitari, ma per il momento nessuno di loro presenta sintomi riconducibili al Covid-19. La situazione ha però causato fermento all’interno del reparto e pure tra i medici e gli infermieri che hanno avuto a che fare direttamente con il paziente poi rivelatosi infetto. Questi infatti chiedono a gran voce più tutele e l’aumento dei dispositivi di protezione individuali.

Intanto, ieri è stato registrato anche il primo decesso legato al contagio: si tratta di un sessantottenne residente in Appennino. Non si esclude che abbia contratto l’infezione proprio in un ospedale del territorio. Altri nuovi casi riguardano invece Medicina, nell’Imolese, dopo quello registrato ieri l’altro.

Continua comunque a crescere il numero delle persone positive anche in tutta la regione, per un totale di 870 casi (più 172 rispetto a giovedì). Sono 366 i pazienti in isolamento a casa perché non necessitano di cure ospedaliere, 52 quelli ricoverati in terapia intensiva. Sono saliti a 37 invece i decessi (cinque in più), ma aumenta contemporaneamente anche il numero delle persone "clinicamente guarite": ieri erano 10, oggi sono 16. 

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Alcuni consiglieri regionali, ieri e l’altroieri, si sono sottoposti a tampone precauzionale in presenza di alcune linee di febbre. Tutti i tamponi effettuati sarebbero risultati negativi. Sul versante comunale, invece, l’assessore Marco Lombardo ieri è rimasto precauzionalmente a casa (ma sta bene) dopo aver avuto contatti negli ultimi giorni con gli assessori regionali.

Coronavirus, assistenza telefonica per 2.500 anziani

Da martedì 10 marzo parte il Piano Mais (Monitoraggio Anziani in Solitudine) per 2.500 anziani, di età superiore a 75 anni e in condizioni di fragilità che riceveranno assistenza telefonica sul modello utilizzato in genere durante le ondate di calore. I cittadini anziani fragili sono particolarmente a rischio e per questa ragione il Comune di Bologna ha deciso insieme all’Azienda Usl e in collaborazione con Lepida di attivare questa forma di monitoraggio telefonico anche per fornire informazioni sulle precauzioni da adottare nella vita quotidiana per evitare la diffusione del contagio e prevenire eventuali bisogni.

I 2.500 over 75 in condizioni di fragilità si aggiungono agli oltre 6.000 anziani già in carico ai servizi sociali del Comune per i quali viene garantita l’assistenza con le modalità ordinarie.

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