L’unità per la sperimentazione speciale anti Covid-19
L’unità per la sperimentazione speciale anti Covid-19

Medicina (Bologna), 30 marzo 2020 - "Il mio stato d’animo? Sono tranquilla perché non sto particolarmente male e non sono nemmeno troppo abbattuta. Ma sono anche stanca di tutta questa situazione”. La voce della medicinese Lauretta Cappelletti al telefono non è affaticata, filtra la consapevolezza di una battaglia che si combatte passo passo. E che lei sta combattendo ormai da tempo: prima con la positività al Covid-19 del papà, ricoverato prima a Imola e poi a Castel San Pietro, poi anche con la positività della mamma, in isolamento a casa. E Lauretta, impiegata nel settore Cultura, è stata individuata dall’azienda sanitaria per essere tra i primi trenta cittadini di Medicina a ricevere le cure sperimentali a casa. Perché, i sintomi sono arrivati anche per lei. "Ed era inevitabile, considerando che sono stata sempre a contatto con i miei genitori - racconta -. Oggi a mezzogiorno e mezza (ieri, ndr ) ho cominciato con la cura. Non posso parlare di miglioramenti, è troppo presto per rendersene conto".

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Come stanno i suoi?

"La mamma bene e il papà meglio, dovrebbe tornare a casa la settimana prossima, è ricoverato dal 16 marzo".

Lei quando ha avuto i primi sintomi?

“Dal 25 marzo, mercoledì. La mia caratteristica è che ho febbre a 37.7, massimo 38, soltanto nel pomeriggio, fino a sera, dalle due e mezza fino a mezzanotte. Con la tachipirina va anche via, ma mi è capitato di andare anche a letto con la febbre. E poi un po’ di tosse, ma non tantissima".

Com’è stata contattata per la cura sperimentale?

"Il nostro medico di famiglia è stato bravo a capire che papà aveva il virus, considerato che aveva la polmonite con febbre lo ha subito mandato a fare degli accertamenti. Io invece avevo gli amici che mi chiedevano come stavo, anche considerando gli articoli di stampa sulla situazione a Medicina".

Quindi è stata lei a muoversi?

"Sì, ho chiamato il mio medico. Lui ha dato al Sant’Orsola solo le generalità, poi sono stati loro a interessarsi al mio caso, avevo le caratteristiche per far parte di quest cura sperimentale".

Come si svolge la cura?

"Due medici sono venuti a casa, mi hanno misurato l’ossigeno e poi mi hanno fatto camminare un po’ per casa, cinque o sei minuti. Mi hanno quindi misurato di nuovo l’ossigeno e somministrato la terapia prevista".

Quanto durerà?

"La cura dura sette giorni: il primo devo prendere quattro pillole, dal secondo in poi tre. Dopo 48 ore dall’inizio della profilassi mi chiameranno per sapere come sto e valuteranno la mia condizione. Gli infettivologi del Sant’Orsola quindi decideranno se interrompere subito la cura oppure se andare avanti".

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