Un controllo dei carabinieri davanti al Medicì
Un controllo dei carabinieri davanti al Medicì

Medicina (Bologna), 5 aprile 2020 - Dei dieci varchi di accesso posizionati il 16 marzo tra Medicina capoluogo e Ganzanigo, ieri mattina ne erano rimasti ben pochi. Perché adesso, sfogliando l’ordinanza in vigore fino al 13 aprile e firmata venerdì a tarda sera dal governatore Stefano Bonaccini, da quelle terre si può entrare e uscire. Ma solo per importanti necessità o emergenze. "Non c’è il liberi tutti", continua a ribadire il commissario ad acta per l’emergenza, Sergio Venturi. E i medicinesi lo sanno bene. Ma il passaggio da zona rossa a zona arancione, non è che sia piaciuto a tanti. Il motivo? Te lo spiegano quelle poche anime che incontri da via Battisti verso la piazza. Rigorosamente con mascherina. "Prima c’erano due importanti focolai che hanno fatto una strage di nostri concittadini. E ci hanno chiusi dentro. Adesso hanno deciso di aprire con potenziali 5mila persone che possono venire, ad esempio, a fare la spesa. Sinceramente non ci sentiamo un focolaio spento e abbiamo paura". Paura di fare la fine di Codogno dove i contagi sono ripresi dopo la timida riapertura. "Il comportamento dei residenti – l’elogio del sindaco Matteo Montanari – è stato sempre responsabile". I nuovi positivi ieri sono stati 2, gli stessi del giorno prima, 3 quello ancora precedente. Il risultato di quello che si chiama "effetto restrizione". Medicina, sottolinea Paolo Pandolfi, direttore di Sanità pubblica dell’Ausl, "è sotto controllo, ma ancora non è un controllo completo".

Davanti al Medicì trovi una ventina di macchine parcheggiate, i clienti entrano uno per volta e chi esce ha il carrello che trabocca di generi alimentari e casse di acqua. Fuori non vola una mosca e l’unico rumore, in un sabato soleggiato di primavera, è di un’ambulanza. "Ma oggi – dice una signora, quasi sussurrando da dietro la mascherina – per la prima volta da due settimana, non abbiamo visto l’elicottero". Quello delle forze dell’ordine che passava alla mattina e al pomeriggio a controllare la situazione soprattutto nelle campagne. "Dove – strillano giustamente in molti sui social – ci sono tanti corridori". A proposito di controlli: il grosso ha traslocato nel cuore della zona (ex) rossa. "Prima li trovavi tutti ai varchi e pochi nelle vie interne, ora il contrario". "Alle 7.30 – racconta un residente – in via del Piano non mi facevano passare, mentre due minuti dopo in San Vitale sì". Un militare ferma un passante, chiede di vedere un documento sul cellulare. Libero, può passare. Fino alle 12, solo i carabinieri di verifiche ne avevano fatte 30. Zero sanzioni. Scende la sera. Le 19: in centro, tre auto della polizia, un blindato, due ’gazzelle’ dell’Arma. In piazza Garibaldi c’è solo una donna con il cane. Il resto è solo silenzio.