Un operatore al lavoro al Sant'Orsola per l'emergenza Coronavirus
Un operatore al lavoro al Sant'Orsola per l'emergenza Coronavirus

Bologna, 6 marzo 2020 - Era in attesa di un trapianto di rene, Silverio Venturi. Metalmeccanico in pensione, 67 anni, Venturi è la prima vittima accertata a Bologna di Coronavirus. L’uomo, che abitava a Rocca Pitigliana, piccola frazione di Gaggio Montano, assieme alla moglie e al figlio, era stato ricoverato d’urgenza mercoledì sera al Maggiore, dove era arrivato in eliambulanza. La sua situazione sanitaria era molto compromessa a livello renale: dializzato, ultimamente soffriva anche di patologie polmonari. Non era però allettato e usciva regolarmente.

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L’altra sera, tuttavia, ha avuto un tracollo improvviso ed è stato ricoverato: in terapia intensiva all’ospedale di Bologna, Venturi è stato sottoposto a tutti gli accertamenti del caso. Solo nel corso di queste analisi è emerso che aveva contratto il Covid-19. Le sue condizioni erano gravissime: il suo fisico, già debilitato, non ha retto alle conseguenze del virus e ieri intorno alle 15 il cuore di Venturi ha smesso di battere, lasciando nello strazio la sua famiglia.

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Come il sessantasettenne sia venuto in contatto con il virus partito da Wuhan, adesso è da stabilire. Il sospetto è che possa averlo contratto nel corso di alcune visite a cui in questi ultimi dieci giorni si è sottoposto in alcuni ospedali della provincia. L’uomo, infatti, faceva la dialisi in casa, ma aveva affrontato alcuni controlli ambulatoriali fuori. E adesso l’Ausl sta ripercorrendo a ritroso tutti gli spostamenti e i contatti dell’uomo, in maniera tale da isolare, oltre ai famigliari, anche le altre persone con cui Venturi ha avuto rapporti nei giorni immediatamente precedenti al decesso.

«Sono stata dieci giorni fa in montagna a trovare mio fratello, non ci vedevamo spesso perché io vivo a Bologna – racconta la sorella più grande –. Solo questa mattina (ieri, ndr) mio nipote mi ha informato di quello che era successo, dicendomi che Silve si era aggravato ed era stato ricoverato e che in quella circostanza avevano scoperto che era positivo al virus". La signora ha quindi contattato il suo medico di base e poi il numero d’emergenza dell’Ausl. Adesso, anche lei è in quarantena. "Siamo sconvolti e molto spaventati per quello che è accaduto a Silve – dice –. Io ho qualche anno in più di lui, questa epidemia già mi faceva molta paura. Adesso mi terrorizza. Vogliamo sapere come mio fratello ha contratto il virus, dove è entratto in contatto con persone infette. Lui girava spesso, ma non so dove sia stato in queste settimane".

La piccola comunità di Rocca Pitigliano, ieri pomeriggio, si è svegliata in un incubo. La notizia della morte di Silverio Venturi si è diffusa in un attimo, tra le poche decine di abitanti della frazione all’ombra dell’antica rocca, dove Silverio viveva, in un’abitazione vicino alla chiesa. E la preoccupazione si è allargata, anche essa, come un morbo. Il sindaco di Gaggio Montano Maria Elisabetta Tanari e il vice Maurizio Malavolti, nell’informare la cittadinanza sul caso, hanno invitato tutti a "mantenere la calma e seguire tutte le indicazioni e le precauzioni per evitare rischi di contagio. Ringraziamo ancora una volta il personale medico sanitario per l’enorme sforzo che sta compiendo per gestire l’emergenza". "Questa vicenda ci lascia profondamente addolorati – ha detto ancora il sindaco Tanari –, per la vittima e per la sua bellissima famiglia, a cui porgiamo le nostre più sentite condoglianze. Stiamo lavorando con l’Ausl, che sta portando avanti l’indagine epidemiologica sul caso, mettendoci a disposizione con ogni mezzo. In particolare chiediamo ai nostri cittadini di attenersi in maniera se possibile ancora più rigorosa alle indicazioni e alle norme da seguire indicate dalla Regione e dal ministero della Salute, ma senza lasciare spazio al panico".

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