Bologna, 8 marzo 2020 - In questa settimana nera che ha cambiato le nostre abitudini e le nostre vite, in vista della prossima che – con le chiusure di altri luoghi – non sarà di certo più leggera, ci sono tre sprazzi di luce da raccontare. Siamo in emergenza, ma il sistema tiene. Molto bene: in primo luogo diciamo grazie a medici, infermieri e operatori-maratoneti, che non si disperano né lamentano, nonostante molti colleghi siano in quarantena; poi prendiamo atto (noi lagnoni di professione) che in Cina si aprirà sì un ospedale in 10 giorni, ma il Sant’Orsola ha aperto un reparto nuovo in tre ore; infine, sarà creata una struttura ad hoc per il Covid-19 e questa sarà, con ogni probabilità, a Bazzano.

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1. I MARATONETI
Ci sono operatori in servizio da dieci giorni consecutivi. Ci sono direttori di unità operativa che dormono nei reparti. Ci sono infermieri che hanno rinunciato a famiglie e vita, dando disponibilità h 24. E ci sono medici che vengono trattati come untori, pensando che possano essere contagiati: abbiamo raccontato una storia di queste sul giornale di ieri, con lo specializzando ‘rigettato’ dai coinquilini. Evidentemente costoro non hanno mai avuto bisogno di assistenza.

2. SANT’ORSOLA... CINESE
Bologna non è Wuhan (e per fortuna, sotto moltissimi punti di vista), ma sul fronte logistico il nostro Policlinico non ha nulla di invidiare a strutture avveniristiche del mondo d’Oriente. Ieri la dimostrazione: in tre ore è sorto un reparto Covid-19 con 24 posti letto dedicati ai pazienti positivi "che però non necessitano di setting assistenziali e clinici intensivi così da alleggerire il reparto di malattie Infettive". Il reparto è al padiglione 1 al posto di Urologia, che ha ridotto l’attività chirurgica programmata (anche per effetto dal caso positivo trovato in reparto), così come tutte le chirurgie del Policlinico. Attività che è stata trasferita al quarto piano dello stesso padiglione nel reparto di Oftalmologia e libera professione. Inoltre, spiegano dal Policlinico, "è stata spostata anche la medicina di Urgenza Giostra al posto della Medicina Interna Lenzi così da garantire locali più idonei a gestire l’isolamento dei casi sospetti di contagio in attesa dei risultati dei tamponi". Per quanto riguarda l’area intensiva, viene evidenziato ancora, "sono 11 i posti di terapia Intensiva che sono stati dedicati esclusivamente al Covid-19 che diventeranno 18 nei prossimi giorni. Individuati anche percorsi diagnostici privilegiati e una Tac dedicata per accelerare i tempi di diagnosi". Questo oltre alla ‘frontiera’ di Malattie infettive (padiglioni 6 e 23).
 





3. BAZZANO-COVID
E’ sempre più probabile, come anticipato dal commissario Sergio Venturi sul Carlino, che vengano creati degli ospedali Covid-19: strutture dedicate che accolgano i positivi, non gravi, in modo da non rischiare il contagio in altre zone dei nosocomi. In questo modo si potrebbe razionalizzare la presenza dei professionisti e pure le risorse, continuando però con la sospensione di tutte le attività chirurgiche non urgenti. L’ospedale in pole position, nel Bolognese, è quello di Bazzano. Non troppo grande, attrezzato già con un pronto soccorso, in posizione strategica vicino all’autostrada e al nuovo casello di Valsamoggia, il Dossetti ha anche una buona conformazione architettonica per le esigenze degli infettivi. E’ stato vagliato anche quello di Bentivoglio, più centrale dal punto di vista geografico, ma la presenza del punto nascite imporrebbe una riorganizzazione totale giudicata dai dirigenti della sanità troppo impattante. La scelta, a ogni modo, verrà presa nelle prossime ore e sarà realizzata solo in caso di reale necessità.