Bologna, 12 marzo 2020 – Non si ferma il lavoro dei carabinieri del comando provinciale di Bologna, impegnati sulla strada, 24 su 24, per verificare il rispetto, da parte dei cittadini, delle misure anti-Coronavirus. Il bilancio stilato dai militari dell’Arma al termine dei posti di controllo di ieri parla già di migliaia di persone identificate, quasi 300 esercizi pubblici controllati e centinaia di veicoli ispezionati.

Non sono mancate le denunce ai sensi dell’articolo 650 del codice penale (‘Inosservanza dei provvedimenti’) nei confronti di 37 cittadini che non hanno rispettato la normativa. Tra questi, ci sono anche due donne straniere, di cui una a bordo di un camper e una prostituta a piedi, e 10 giocatori di basket dilettanti, di età compresa tra i 19 e i 44 anni, italiani e stranieri, che i carabinieri della stazione Bologna Navile hanno sorpreso a giocare a basket nel giardino ‘Graziella Fava’ di via Milazzo.

I militari dell’Arma definiscono poi “altrettanto imbarazzante” il controllo che i carabinieri di Castenaso hanno eseguito in un bar del luogo. Otto italiani, tutti incensurati, di età compresa tra i 36 e i 77 anni, tra cui due responsabili del locale, una barista e cinque pensionati (in età ad alto rischio per l’epidemia in atto), sono stati denunciati mentre si stavano facendo uno “scopone scientifico”, seduti ai tavolini del bar e in compagnia di panini e bevande.

Nella maggior parte dei casi, invece, i soggetti, identificati al di fuori dei rispettivi comuni di residenza, sono stati denunciati perché erano sprovvisti di qualsiasi giustificazione attinente agli spostamenti: comprovate esigenze lavorative; situazioni di necessità; motivi di salute; rientro nel proprio domicilio, abitazione o residenza.





L'appello: "Chiamate il 112 solo per vere emergenze"

Un invito a chiamare il numero di emergenza 112 solo per richieste di soccorso, e non per chiedere informazioni sul Coronavirus, è stato lanciato ai cittadini dal comando provinciale carabinieri di Bologna. Da qualche giorni gli operatori del 112 "sono sommersi da migliaia di telefonate da parte di cittadini spaventati e disinformati", che intasano le linee con domande alle quali potrebbero trovare risposta personalmente "leggendo i quotidiani, navigando sul web e sul sito internet del Ministero dell'Interno".

Tra le richieste citate dall'Arma: "Vorrei fare il tampone preventivo, posso andare a lavorare se mi sento bene?", "Il mio cane deve fare i bisogni, lo posso portare fuori?, "Posso andare al parco?". Ogni volta che gli utenti chiamano il 112 per togliersi questi dubbi - spiegano ancora i Carabinieri - la linea viene intasata, con la conseguenza che una richiesta di soccorso reale con pericolo di vita, come un incidente stradale, una violenza sessuale, un'aggressione, una rapina etc., potrebbe essere messa in coda. In caso di sintomi o dubbi, l'Arma ricorda che c'è anche il numero verde regionale (800033033 per l'Emilia Romagna) reperibile dal sito internet del Ministero della Salute.