Bologna, 25 febbraio 2020 - Coop , Esselunga, Carrefour, Conad o Lidl non fa differenza. Il giorno dopo la pubblicazione dell’ordinanza emessa da ministero della Salute e Regione, con le misure preventive per contrastare eventuali contagi di Coronavirus, uno dei primi pensieri dei bolognesi è stato quello di assaltare i supermercati e fare scorte per preparasi a una quarantena da film. Uno di quei film in cui, se non si ha il frigo pieno di viveri, si è destinati a soccombere alla carestia. Non è ancora il caso delle grandi catene di distribuzione in città, che hanno visto ieri lunghe file alle casse già dalle prime ore del mattino e un’affluenza fuori dal normale, quasi impossibile da vedere in un lunedì qualsiasi dell’anno.

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I prodotti alimentari, al momento, non mancano: diversi scaffali sono vuoti, ma vengono riempiti di continuo dal personale dei supermercati. La disponibilità di viveri è fuori discussione, ma qualcuno – di fronte a quelle mensoline più vuote del solito – sembra spinto ancora di più a fare scorte. "Non sia mai che domani dovesse mancarmi qualcosa e nei supermercati non si trova", commenta preoccupata una signora. Giovani o anziani, il discorso è lo stesso. "Da oggi siamo ufficialmente a casa – commentano Francesco e Greta, studenti messi ‘a riposo’ dall’Alma Mater –: da bravi fuorisede, non avevamo nulla a casa e ci siamo catapultati a fare la spesa (ridono, ndr) . E fa veramente strano vedere così tante persone al supermercato, già alle 10.30 di lunedì mattina, per altro diversi studenti". A radiocomandare i cittadini verso i supermarket è la paura di rimanere ‘a secco’.

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Gettonatissima la carne, da sistemare in freezer e tirare fuori all’occorrenza. Ma anche alimenti freschi come frutta e verdura – in particolare arance e banane – e prodotti per la pulizia, sia personale che domestica. Trovare l’amuchina è come riuscire a raggiungere la porta per l’El Dorado: un viaggio infinito. Il gel disinfettante e le mascherine sono sicuramente i primi prodotti a finire volatizzati sotto le Torri. "Io ho paura, non mi vergogno a dirlo – confessa Ali, cittadino albanese da anni in Italia, a spasso con il carrello fuori dalla Lidl di via Francesco Baracca –. Credo che tutti quelli che sono qui al supermercato oggi, abbiano paura di farsi trovare impreparati".

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