Bologna, 15 ottobre 2021 - Un fiume di persone: sono diventati almeno 7mila i partecipanti al maxi coreo no Green pass (video) partito da piazza Maggiore (dove si è anche concluso appena dopo pranzo) a Bologna e diretto alla Regione Emilia Romagna. "Draghi in galera", "Landini in galera" e "Landini verme", oltre a "libertà, libertà": sono alcuni tra i cori scanditi durante il tragitto. Dalla piazza sono volati insulti anche contro la senatrice a vita Liliana Segre.  Uno dei manifestanti ha urlato al megafono: "Una donna che ricopre un seggio che non dovrebbe avere perché porta vergogna alla sua storia e che è Liliana Segre, che dovrebbe sparire da dove è". 

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Il corteo ha attraversato tra l'altro la zona universitaria, fermandosi davanti al rettorato (video) per un'azione di solidarietà ("Silvia, Silvia") alla studentessa di Filosofia fatta uscire, per la seconda volta, dall'aula dove stava seguendo la lezione perché senza pass.

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Poi, arrivati sui viali all'altezza di porta San Donato, hanno bloccato il traffico. Quando il corteo è passato davanti al Pub Halloween - multato più e più volte per aperture abusive durante il lockdown - i manifestanti si sono fermati in una sorta di tributo.

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Intorno alle 13, i manifestanti sono arrivati sotto alle finestre della Regione , presidiata dalle forze dell'ordine in tenuta anti sommossa, dove se la sono presa con il presidente Stefano Bonaccini: "Vegogna" e "Scendi, scendi Bonaccini" e anche qualche "vaffa". Poi la protesta è arrivata davanti alla sede della Rai regionale ("giornalisti terroristi"). Il tutto si è svolto senza particolari problemi: nonostante la grande mole del corteo, non ci sono state tensioni con le forze dell'ordine che hanno sempre seguito comunque il corteo con grande attenzione.

Il corteo ha poi invertito la rotta e ha rotto le fila in piazza Maggiore, dopo un giro per la città di circa 8 chilometri, provocando disagi al traffico al passaggio sui viali del lunghissimo serpentone. Una volta arrivati in piazza i manifestanti hanno lanciato un appuntamento per domani, alle 16.30, in piazza del Nettuno per un altro corteo. Prima di sciogliersi i No Green pass hanno fatto risuonare l'inno nazionale italiano.

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Code per i tamponi all'Interporto

Intanto, la prima giornata di green pass obbligatorio nel mondo del lavoro è filata via abbastanza liscia, ma c'è da segnalare una lunga coda al punto tamponi allestito all'Interporto di Bologna. Mentre bus e treni hanno superato a pieni voti l’impatto dell’obbligo della certificazione verde sul lavoro - con appena 11 corse cancellate da Trenitalia Tper per quanto riguarda i treni regionali di passaggio a Bologna Centrale e Tper che dal canto suo ha attivato il piano di riorganizzazione per sopperire all’assenza dei 75 autisti venuti meno perché sprovvisti del lasciapassare -, all’Interporto questa mattina all’alba, dalle 6 circa si è creata una lunga fila di persone fra dipendenti del polo logistico e autotrasportatori interno ed esterni per effettuare un tampone.

Il servizio a pagamento, allestito da Dyadea al costo di 17 euro, si è attivato alle 6.30 ed è continuato fino alle 10. In questo primo turno, a cui ne segue uno nel pomeriggio dalle 14 alle 18, il presidio ha rilasciato 137 certificati verdi dopo l’esito negativo di altrettanti tamponi. Ad usufruire del servizio sono stati per il 70% persone straniere. Fra questi, alcuni avevano effettuato la vaccinazione anti-Covid, ma non rilasciando il Paese di provenienza al un attestato hanno dovuto ripetere il test prima di poter accedere al polo. Il presidio, che sarà stanziato, nei programmi attuali, fino al 31 dicembre è in grado di eseguire circa 400 tamponi al giorno.