Bologna, 6 aprile 2021 - Le previsioni, quando si parla di Coronavirus, non sono mai semplici. Eppure, l’andamento del virus "sta andando come avevamo anticipato e si iniziano a vedere gli effetti sulle ospedalizzazioni", osserva Lorenzo Chiari, docente di Bioingegneria all’Alma Mater e coordinatore del gruppo di lavoro, che si muove in stretto contato con l’Ausl, formato da venti specialisti dell’Ateneo, tra ingegneri, fisici, informatici e statistici.

I modelli degli esperti puntano anche sui vaccini. "Notiamo cambiamenti importanti con la variazione del numero delle somministrazioni. Quando arriveremo al ritmo di 6mila dosi al giorno – sottolinea l’ingegnere – potremo guadagnare due mesi di anticipo sul traguardo che fissa zero nuovi contagi. Infatti, rispetto al periodo iniziale, in cui si effettuavano 1.800 dosi al giorno, il punto zero contagi era stato fissato alla fine dell’estate, verso settembre. Se procediamo, invece, con 6mila dosi al giorno ci arriveremo nella prima parte dell’estate, a luglio: due mesi guadagnati grazie ai vaccini".

Torniamo agli ospedali, dove ieri ieri, complessivamente, i ricoveri erano a quota 1.180 e l’Ausl ha registrato 113 malati in terapie intensiva e 81 in subintensiva. "Siamo in una fase di decrescita, tutti i nostri modelli la descrivono – prosegue Chiari – e sembra essere solida per i reparti Covid a bassa intensità, dove dai numeri a 4 cifre presto torneremo a numeri a tre cifre, ossia nel terreno dei 900 ricoveri. Il cambiamento di trend anche dal punto di vista statistico adesso è molto robusto. Fino al 15 marzo avevamo un aumento medio di 25 ricoveri al giorno, mentre dal 16 marzo c’è stato un decremento. Adesso il bilancio giornaliero tra ingressi e dimissioni è di meno 5. E ci aspettiamo di continuare a migliorare".

Discorso diverso per le terapie intensive. "Ci troviamo in una sorta di plateau, in un periodo stazionario: ci sono meno entrate, ma non aumentano le uscite e alla fine i numeri non cambiano di molto. E in parte dipende dalla gravità dei sintomi – sottolinea Chiari –, dove incide la variante inglese. Fino al 15 marzo l’incremento era di 7 ricoveri al giorno tra terapia intensiva e subintensiva. Poi la situazione è cambiata, ma non come per le degenze ordinarie dove si osserva una tendenza negativa. Per l’area critica, la curva non sale più, ma è piatta, con cenni di riduzione".

Ecco l’interpretazione dell’ingegnere: "Nella terza ondata ci sono più malati con sintomi gravi. Adesso si vede qualche calo, ma non così evidente. Alcune previsioni, per questa settimana, viaggiano all’incirca sui 200 ricoveri complessivi in area critica, altre puntano su una diminuzione più consistente. Vedremo nei prossimi giorni quale modello ha colto meglio il trend di discesa".

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