Bologna, 1 aprile 2021 – "Vogliamo solo lavorare". Lo urlano i ristoratori, circa 130 insieme agli ambulanti - per metà da Bologna e per l'altra metà dal resto della regione. Si sono radunati nel piazzale dell'Autogrill di Cantagallo lungo il tratto dell'A1 che corre sul territorio bolognese. "O ci autorizzate a lavorare o ci autorizzate a delinquere: non ci sono alternative", dicono i portavoce della manifestazione in una specie di conferenza stampa improvvisata. Dopo qualche momento di agitazione con la polizia, che inizialmente aveva bloccato la mobilitazione, tutto si è risolto con un mini corteo in autostrada (50 chilometri percorso nel primo pomeriggio). 

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A guidare la protesta l'ex consigliere regionale M5s, Giovanni Favia, che ha una lista civica in vista delle amministrative (fu anche candidato sindaco a Bologna per i grillini, ndr). "Siamo consapevoli e pronti ad andare incontro a conseguenze di natura penale, ma ormai non abbiamo più niente da perdere", ha detto aiutato dal megafono. 

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Breve corteo in auto

Un breve corteo di auto ha concluso la manifestazione dei ristoratori . I partecipanti hanno percorso un tratto di autostrada alla velocità di circa 50 km/h, suonando i clacson tutti insieme, e sono usciti al casello di Sasso Marconi Sudcontrollati dalle forze dell'ordine.

Ristoratori in protesta sulla A1 a Bologna

Un gesto plateale

Era stato preannunciato un "gesto plateale" e l'ipotesi e che i ristoratori intendano bloccare l'Autostrada, ma per il momento si aspetta l'arrivo di altri manifestanti e poi si terrà una riunione per decidere il da farsi. Una cinquantina gli esercenti presenti per ora. Sul posto anche Polizia e Carabinieri. "Non vogliamo scontrarci con loro", raccomanda un portavoce della protesta: "Non sono loro il nostro nemico e invitiamo alla massima collaborazione", perche' "non è il momento di 'scaldate di testa', anche se ce ne sarebbero tutti i motivi". Un paio di striscioni sono stati affissi sulle barriere dell'Autostrada, rivolti verso le auto in transito: recitano "Sos" e "Sostegni ridicoli". Si protesta anche per la "disparita' di trattamento" con altre attività: "Nell'Autogrill qui a fianco si può pranzare? Allora sono cugino di Benetton, fate aprire anche a me", urla uno tra i ristoratori più infervorati.

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Bonaccini: "Le regole si rispettano sempre"

"Le regole andrebbero sempre rispettate certo c'è molta preoccupazione in alcune categorie, c'è disperazione". Così Stefano Bonaccini, presidente
dell' Emilia- Romagna e della Conferenza delle Regioni. "Ieri - aggiunge - abbiamo fatto un provvedimento per anticipare le risorse da consegnare alle Camere di commercio per velocizzare al massimo ristori che alla fine arriveranno a 60 milioni che la Regione ha già messo o mette adesso a disposizione delle categorie più colpite che sono tante. C'è bisogno di star vicini a quelle categorie, fino a che non si potrà riaprire. Si lavori però per far arrivare immediatamente i ristori. E io mi auguro che ci sia un'ulteriore misura nel Governo, so che stanno lavorando a un altro scostamento di bilancio". 

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La polizia prima argina la mobilitazione

In mattinata fallisce il tentativo del ristoratori 'ribelli' di bloccare l'A1. C'è stata una trattativa con le Forze dell'ordine ma alla fine "la Polizia ha disposto i blindati per bloccarci", dice al megafono Giovanni Favia aggiornando gli altri manifestanti, quando ormai diversi mezzi degli esercenti erano gia' indirizzati verso l'uscita del piazzale di parcheggio. Esclusa l'idea di forzare lo stop ("Non è la Polizia il nostro nemico"), la decisione presa è "bloccare l'Autogrill", aggiunge Favia: a piedi, i ristoratori contano di dividersi in due gruppi e raggiungere sia il lato ovest che quello est della stazione di servizio. "Siamo arrivati fin qui e ora dobbiamo fare gli scontri", mugugna qualcuno dalle retrovie. Manifestanti e furgoni continuano di fatto a impedire l'uscita degli altri mezzi dal piazzale, con i primi segnali di nervosismo da parte dei camionisti.

Le motivazioni dei ristoratori

Per i ristoratori "è dunque evidente che il Governo non intende sostenere economicamente il settore ristorazione in maniera significativa, che il ministero della Sanità a distanza di più di un anno non ha ancora aggiornato piano pandemico e ad oggi non ha incrementato personale e terapie intensive, che il piano di vaccinazione non è ancora entrato a pieno regime come in altri Paesi. Si è a un passo dai reali pericoli che rischiano di interessare l'intero settore e ripercuotersi negativamente sull'economia italiana".

Ci si sta purtroppo "avvicinando velocemente a uno scenario disastroso - continua la nota - in cui le attività ricettive e di ristorazione stanno gradualmente diventando oggetto di richieste di acquisizioni, ampiamente al di sotto del valore di mercato, da parte di criminalità organizzata e soggetti di dubbia provenienza".

Con la manifestazione di oggi, dunque, "gli imprenditori intendono nuovamente esporsi, in modo ancor più incisivo - si anticipa - per chiedere allo Stato di attivarsi immediatamente per risarcire i costi fissi pagati dai ristoratori e dalle attività commerciali coinvolte nel comparto, come le varie utenze e tutti gli oneri da corrispondere entro un mese". I ristoratori in particolare "chiedono di valutare la possibilità di riapertura dei locali in sicurezza così come è concessa agli Autogrill, ai locali situati in zone aeroportuali e alle grandi mense aziendali. I locali sono chiusi da ottobre e i contagi aumentano in modo esponenziale poiché' la gente si ritrova abusivamente in ambienti non controllati. È ormai ampiamente dimostrato che i contagi non avvengano nei ristoranti, ma altrove".