FRANCESCO MORONI
Cronaca

Cremazioni, i numeri della crisi. Oltre 190 quelle ancora in attesa

Da novembre 20 arrivi al giorno. L’impianto è nato effettuandone 2.000 all’anno ed è arrivato a più di 18.000. Bologna servizi cimiteriali: "I residenti hanno la priorità". Fratelli d’Italia attacca: "Si vuole fare cassa".

Cremazioni, i numeri della crisi. Oltre 190 quelle ancora in attesa

Cremazioni, i numeri della crisi. Oltre 190 quelle ancora in attesa

"Un picco di mortalità" che ha mandato in sovraccarico il sistema, con un’incredibile mole di di cremazioni in attesa: 192 nel complesso. Il polo di Borgo Panigale torna sotto la lente dopo le polemiche per le attese monstre dei famigliari che devono elaborare il lutto. I numeri arrivano da Stefano Manara, ad di Bologna servizi cimiteriali, convocato in Commissione consiliare ‘Affari generali e Salute’: "Da novembre abbiamo avuto 20 arrivi quotidiani, quando in un normale turno giornaliero è possibile eseguire 18 cremazioni. Gli arrivi sono stati 20 anche ieri (il 14 febbraio, ndr)". L’afflusso ha portato allo stallo: i cadaveri in attesa di cremazione già autorizzata sono 65; 105 quelli ancora in attesa dell’ok della polizia mortuaria; 22 i resti che aspettano l’iter. I tempi di attesa sono di 13 giorni, rispetto a una media di 8, ma alcuni cittadini hanno lamentato ritardi un mese. "Siamo in difficoltà, il sistema è provato" ripete Simone Spataro, presidente della società.

Non solo, perché tra le problematiche emerse sul Carlino c’è anche quella degli arrivi da fuori provincia e regione. Le sei convenzioni del polo – il terzo per efficienza in Italia – sono il risultato dell’emergenza della pandemia, a partire da quelle indelebili immagini delle salme sui carri armati a Bergamo.

"Sono accordi stipulati in chiave solidale per un riordino cimiteriale in tutti i territori", spiega Bologna servizi cimiteriali. "Queste cremazioni servono però per garantire un flusso che permettere di evitare continui accensioni e spegnimenti – aggiunge Manara –. Vengono gestite nei turni notturni".

La società chiama in causa anche le attese dovute alle autorizzazioni per le cremazioni, "un disservizio che riguarda i tempi complessivi del processo", e sottolinea la volontà con il Comune di integrare l’attività della polizia mortuaria.

Il polo di Borgo Panigale è nato nel 2012, quando le cremazioni in città erano 2.132. Negli anni sono aumentati i decessi, così come il tasso (in 10 anni dal 46 al 64%, più della media nazionale) e il numero di cremazioni, arrivate a oltre 18.000 nel 2023, ma la problematica riguarda tutto il Paese. E c’è di più: le previsioni Istat parlano di un aumento dei decessi nel prossimo ventennio molto considerevole. "È impossibile fare previsioni", chiude l’ad Manara.

"Lo scorso anno la maggior parte delle cremazioni ha riguardato arrivi da fuori, che alla fine ingolfano il sistema – sottolinea Stefano Cavedagna, capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha richiesto l’udienza conoscitiva –. Un sistema con prezzi predatori, che nasce per fare cassa. Credo che l’azienda stia mettendo in campo una policy sbagliata e serva maggiore chiarezza". La commissione resta aperta e sarà aggiornata.

Tra i primi a intervenire sul tema anche Francesca Scarano (Gruppo misto): "Il servizio non è all’altezza delle aspettative in questa fase, quindi è importante capire come migliorarlo e quali saranno le scelte future".