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24 apr 2022

Cristiano: "Gilda, sogno e amore"

Il soprano bolognese in scena al Duse con ‘Rigoletto’ dell’Orchestra Senzaspine: "È sempre emozionante"

marco beghelli
Cronaca
Scilla Cristiano, soprano bolognese, ha fatto del personaggio di Gilda nel Rigoletto un suo cavallo di battaglia con oltre 200 recite
Scilla Cristiano, soprano bolognese, ha fatto del personaggio di Gilda nel Rigoletto un suo cavallo di battaglia con oltre 200 recite
Scilla Cristiano, soprano bolognese, ha fatto del personaggio di Gilda nel Rigoletto un suo cavallo di battaglia con oltre 200 recite

di Marco Beghelli

Preceduta da un mese di incontri, laboratori, lezioni e concerti sul territorio cittadino all’insegna dell’accessibilità, va finalmente in scena al Teatro Duse l’opera Rigoletto di Giuseppe Verdi realizzata dal team artistico dell’Orchestra Senzaspine, con la direzione musicale di Matteo Parmeggiani e la regia di Giovanni Dispenza (martedì, mercoledì e giovedì; ore 20,30). Consuetudine di tali produzioni è inserire un interprete affermato al centro di giovani cantanti, talvolta fin debuttanti. La scelta è caduta questa volta sul soprano bolognese Scilla Cristiano, artista in palcoscenico da sempre (qualcuno la ricorderà, adolescente, protagonista trent’anni fa dell’opera Pollicino di Henze nella produzione del Comunale all’Antoniano), e che del personaggio di Gilda ha fatto ormai un cavallo di battaglia.

Quante volte l’ha cantato?

"Sono quasi 200 recite, la gran parte effettuate nei primi anni di carriera in giro per il nord Europa, quando si cantava Rigoletto tutte le sere in città sempre diverse: nell’ambiente le chiamiamo ‘spedizioni punitive’; di certo una grande esperienza per farsi le ossa. Poi sono venuti i teatri più importanti: anche al Comunale, nel 2016; e fu una vera emozione tornare a Bologna come professionista in carriera, proprio nell’opera in cui ho riscosso i maggiori successi".

E questa nuova esperienza?

"È lusinghiero essere stata prescelta quasi ad esempio per i più giovani colleghi che mi attorniano; e non nascondo che ciò mi dà anche un certo timore, per la responsabilità che ne deriva. Ma è di certo un’esperienza splendida, per l’energia che mi viene da loro, per la loro spontaneità, capaci come sono di affrontare ancora le prove di preparazione senza quella stanchezza da routine che certi cantanti affermati inevitabilmente assumono con gli anni".

Gilda ammette interpretazioni differenziate?

"Il personaggio può avere varie sfaccettature. Non è solo la ragazzina segregata in casa da un padre ossessionato dai pericoli del mondo, che resta bruciata scoprendo la crudele realtà esterna: è anche la donna che non riesce a staccarsi dall’uomo di cui si è fatalmente innamorata, nonostante le violenze subite, fino a perderci la vita. E in ciò sembra davvero un personaggio tratto dalla moderna cronaca nera. In questa nuova produzione, Gilda è una bambina innocente, entusiasta del suo papà, che vuole soltanto capire cosa sia quella vita che ancor solo intravede; resta ferita da un amore che s’impossessa di lei in forma fisica, dolorosamente, facendola crescere; ma quando si rapporta col padre, torna ad essere suo malgrado una bambina, la sua bambina".

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