Una prima forma di vaccinazione è testimoniata nel 590 d.C. in Cina, ma il padre dei vaccini moderni è Edward Jenner, che 225 anni fa inventò il vaccino contro il vaiolo, malattia infettiva altamente mortale e che spesso portava cecità o altre conseguenze gravi in chi sopravviveva. Jenner osservò che le mungitrici...

Una prima forma di vaccinazione è testimoniata nel 590 d.C. in Cina, ma il padre dei vaccini moderni è Edward Jenner, che 225 anni fa inventò il vaccino contro il vaiolo, malattia infettiva altamente mortale e che spesso portava cecità o altre conseguenze gravi in chi sopravviveva. Jenner osservò che le mungitrici di vacche - da cui il nome ‘vaccino’ -, colpite dal vaiolo bovino di rado contraevano quello umano, molto più letale. Così estrasse il siero dalle pustole di una mungitrice infetta e lo iniettò al proprio figlio. Sei settimane dopo lo infettò con il virus umano e il bambino non si ammalò. Nel ‘900 Jonas Salk e Albert Sabin realizzarono i vaccini contro la poliomielite. Lo statunitense Maurice Hilleman inventò numerosi vaccini, alcuni dei quali vengono tuttora somministrati: morbillo, parotite, rosolia, epatite B, varicella e altri. Grazie ai vaccini il vaiolo è stato debellato nel 1980 e nel 2020 l’Oms ha dichiarato l’Africa polio-free.

L’ultimo nato tra i vaccini è quello contro il Covid-19, realizzato da Ugur Sahin, medico e immunologo. L’azienda farmaceutica Biontech, si è impegnata per prima nella ricerca sul vaccino anti-Covid e ha realizzato insieme alla Pfizer il vaccino di cui oggi è provata l’efficacia al 95% nella prevenzione della malattia. I vaccini del futuro? È probabile che si baseranno sull’Rna, come quelli contro il Covid. Inoltre si ipotizza l’uso di vaccini in forma terapeutica, non solo a scopo preventivo. Quello per il cancro è forse il vaccino più atteso: già ora sia il vaccino contro Hbv che Hpv prevengono tumori epatici e Hpv associati.