Dai petardi ai furti, la baby gang in caserma

Identificati dai carabinieri 15 ragazzini sotto i 14 anni di Decima che per mesi hanno minacciato, vandalizzato e rubato filmando i loro raid

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Quindici minorenni, riuniti in una sorta di baby gang, sono stati identificati dai carabinieri di San Matteo della Decima. Ai ragazzini, di età compresa tra i 12 e 13 anni e quindi non imputabili, sono attribuiti vari episodi di minacce, danneggiamenti e furti. Petardi lanciati dentro la chiesa del paese, atti vandalici, minacce a chi li rimproverava.

Sono alcuni degli episodi attribuiti a questa banda di ragazzini. I militari dell’Arma hanno accertato anche episodi di danneggiamento e furti, come è accaduto ad un edicolante che è stato derubato di alcuni articoli esposti dopo essersi difeso dai minori. Una volta scoperti, i ragazzini, nei giorni scorsi, sono stati convocati in caserma accompagnati dai propri genitori. E qui sono scattate le denunce e le segnalazioni alla Procura. Nel mirino della baby gang erano finiti anziani, negozianti e altri minori. Ma non solo, perché i minorenni riprendevano anche le loro gesta con il telefonino. E i video li pubblicavano sui social network con lo scopo di ottenere più ‘like’ che potevano. La baby gang, da quanto è emerso, era solita riunirsi nei pressi di una lavanderia a gettoni dove, a detta dei titolari, dava molto fastidio, ed è stata attiva sul territorio decimino per mesi.

I ragazzini avevano iniziato le bravate con il lancio di petardi, e poi tenevano comportamenti arroganti e minacciosi verso gli adulti. In alcuni casi il comportamento dei minorenni è sfociato in danneggiamenti e furti, come accaduto all’edicolante. Il commerciante, per essersi semplicemente difeso dai ragazzini, era stato preso di mira più degli altri, subendo danneggiamenti e furti dei prodotti esposti. Alcuni cittadini hanno però segnalato le gesta della baby gang ai militari dell’Arma che hanno ben presto individuato quindici minorenni ritenuti responsabili di questi comportamenti. I carabinieri hanno contattato le famiglie e tutti sono stati poi invitati in caserma dove sono state notificate le denunce.

"I fatti – dice il vicesindaco di Persiceto Valentina Cerchiari – risalgono a dicembre. Dal canto suo, posso dire che il Comune si è attivato, attraverso la messa in rete di servizi per la costruzione di interventi che si affianchino a quelli, necessari, delle forze dell’ordine. Interventi che possano portare al recupero educativo. La repressione da sola non basta, per questo ci stiamo muovendo su tutti i fronti: sociale, educativo, comunitario". Per Cerchiari, occorre infatti avere ben chiaro, per intervenire in modo mirato, cosa c’è a monte dei comportamenti devianti. E, spesso, vi sono condizioni di fragilità sociale ed educativa che è fondamentale colmare.

Pier Luigi Trombetta