di Pierfrancesco Pacoda Nessuna insegna, come nella tradizione della migliore vita notturna internazionale. Una porta discreta, che si apre, sotto un androne a pochi metri dalle Due Torri e che è la stretta via di accesso ai piaceri della pista da ballo. Celebrato nella recente pellicola ‘Disco Ruin’ (produzione bolognese che ha aperto con enorme successo l’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma), raccontato, in occasione dei suoi ‘primi’ 40 anni in un sontuoso volume edito da Damiani, con una avvincente prefazione di Angelo Varni, allora direttore dell’Istituto dei Beni Culturali, il Kinki è stato il club per eccellenza italiano. Un piccolo ritrovo sotterraneo dalle tante vite. Qui...

di Pierfrancesco Pacoda

Nessuna insegna, come nella tradizione della migliore vita notturna internazionale. Una porta discreta, che si apre, sotto un androne a pochi metri dalle Due Torri e che è la stretta via di accesso ai piaceri della pista da ballo. Celebrato nella recente pellicola ‘Disco Ruin’ (produzione bolognese che ha aperto con enorme successo l’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma), raccontato, in occasione dei suoi ‘primi’ 40 anni in un sontuoso volume edito da Damiani, con una avvincente prefazione di Angelo Varni, allora direttore dell’Istituto dei Beni Culturali, il Kinki è stato il club per eccellenza italiano. Un piccolo ritrovo sotterraneo dalle tante vite.

Qui negli anni 60, quando si chiamava Whisky a go go, Gino Paoli scoprì il giovane Lucio Dalla che suonava il clarinetto nella band di Pupi Avati e lo portò a Roma, dove avviò la sua lunga carriera. Qui Jimi Hendrix trascorse la notte dopo il suo storico concerto del 1968 al Palazzetto dello Sport. E il Kinki sarà protagonista, grazie a una iniziativa di Micaela Zanni, che lo gestisce da molti anni, anche della notte di uno strano 31 dicembre 2020.

Signora Zanni, difficile immaginare come, in tempi di distanziamento sociale, un club possa offrire le sue emozioni anche questo 31 dicembre.

"Sicuramente fare festa nei club, ballare, divertirti con gli amici ascoltando musica, sarà una delle sensazioni che più mancheranno questo Capodanno. Ma il Kinki, da 40 anni, è uno dei riferimenti delle notti bolognesi e non soltanto. Samo stati simbolo di trasgressione, libertà e, soprattutto, elemento più importante per una discoteca, di seducente musica dance. E non potevamo permettere che il virus azzerasse una tradizione così importante".

Come riuscirete a mantenerla?

"Nel corso dei decenni, siamo diventati la ‘casa’ della migliore musica elettronica italiana, ma di respiro internazionale. Musica che ha avuto qui un suo importante riferimento. Esiste, ed è riconosciuta anche all’estero, una ‘scuola’ di dance bolognese. E proprio ai protagonisti di questa realtà abbiamo chiesto di mettersi insieme per rendere un omaggio alla nostra città. In tanti hanno risposto all’appello, e hanno creato una selezione originale, ognuno di un’ora, che, dalle 22 del 31 dicembre sarà possibile ascoltare, rigorosamente gratis, sul canale Soundcloud del Kinki. Un ‘End of the Year Party’, lanciato con un video nel quale ogni dj si presenta avendo sullo sfondo un monumento della nostra città, dalle Due Torri a San Petronio. E, vista la reputazione internazionale di questi dj, abbiamo avuto richieste di adesioni da ogni angolo del globo".

Chi sono i dj che ascolteremo il 31 dicembre?

"Ci sono i dj che hanno fatto la storia del Kinki, come Uovo, che con il suo gruppo Pasta Boys, realizzò un disco di enorme successo in Inghilterra e che si chiamava Tortellini Ep, con una foto del piatto tipico stampato sulla copertina; Luca Trevisi, uno che ha suonato ovunque, da Londra a New York, Roger, anche lui molto famoso all’estero, MBG, che è con noi da tantissimi anni e i Grosso Bros. Con loro i giovani Rou, Cream, Umberto e Mique".

Una notte con uno spirito diverso dal passato.

"Se penso che da qui sono passati Hendrix e i Depeche Mode e celebrità come Jackson Browne e Rupert Everett, entrambi, oltretutto, non riconosciuti all’ingresso... questo 31 dicembre sarà sicuramente una serata ‘casalinga’. Vorremmo che la lunga diretta con i dj ci desse l’illusione, di essere, ancora una volta, nella nostra discoteca. Indietro nel tempo".