MARCO SANTANGELO
Cronaca

Dalla parte delle vittime. Il presidio trasversale per chiedere la pace

L’iniziativa in piazzetta Marco Biagi con Italia Viva, De Paz, Merola e Manca. E in tremila sfilano al corteo pro Palestina, partito da piazza dell’Unità.

Dalla parte delle vittime. Il presidio trasversale per chiedere la pace

Dalla parte delle vittime. Il presidio trasversale per chiedere la pace

Una manifestazione per "ricordare le vittime civili innocenti dei massacri perpetrati senza motivo negli scenari di guerra". Questa l’iniziativa promossa da Italia Viva che ha radunato un centinaio di persone in piazzetta Marco Biagi. Al presidio, intitolato ‘Dalla parte delle vittime’, sono stati ricordati i massacri di Marzabotto, Srebrenica in Bosnia, Bucha e Irpin in Ucraina, Be’eri e Kfar Aza in Israele. A dare il via è stato il coordinatore regionale di Italia Viva, Stefano Mazzetti: "La guerra è nella storia del mondo e purtroppo ci sarà ancora. Però pensavo che fossimo arrivati al punto in cui ammazzare bambini fosse una cosa che non farebbero nemmeno le bestie". Il presidente della comunità ebraica, Daniele De Paz, ha invece focalizzato l’attenzione più che sul concetto di verità: "Il raggiungimento ideologico della pace può essere raggiunto attraverso la verità. E va bene farlo attraverso manifestazioni e confronti, ma soprattutto dovremmo farlo attraverso la conoscenza. Quindi il mio appello è che sia presente l’elemento conoscenza attraverso incontri con giovani e cittadinanza". In piazza era presente anche l’ex sindaco e presidente dell’Istituto Parri, Virginio Merola, il quale ha sottolineato l’importanza di "ripartire dall’attenzione per le vittime non come semplice atto di pacifismo, ma come appello che dobbiamo essere in grado di trasmettere alle persone". L’ex sindaco ha poi condannato Hamas: "Usa il popolo palestinese come scudo per le proprie azioni militari". Sul conflitto russo-ucraino è intervenuta Liuba Sandulovich, presidente dell’associazione Italia-Ucraina: "Non si parla più della guerra in Ucraina, ma la guerra c’è, si continuano ad ammazzare donne e bambini. Noi vogliamo una pace giusta in cui il nemico si ritiri". Per la presidente del Consiglio comunale, Maria Caterina Manca, "possiamo lavorare sulla memoria delle persone, affinché atroci azioni possano non ripetersi in futuro". La manifestazione è stata chiusa dalla parlamentare di Italia Viva, Naike Gruppioni: "L’odio parla a tutti senza distinzioni, sta a noi non ascoltarlo".

Qualche ora prima, da piazza dell’Unità, era invece partita la manifestazione pro Palestina degli antagonisti di ’Cambiare rotta’. I manifestanti, dopo il raduno alla Bolognina alle 15, si sono diretti sui viali, poi il corteo è arrivato fino in centro. Il serpentone, seguito dalle forze dell’ordine, non ha raggiunto i numeri dello scorso 22 ottobre: allora c’erano state oltre 5mila presenze, ieri invece i partecipanti erano circa tremila e tutto è filato liscio. La volta precedente, al contrario, l’iniziativa si era contraddistinta per alcuni episodi che incitavano all’odio antisemita, su cui la Digos sta lavorando. In particolare, la presenza del cartello con la scritta ‘Rivedrete Hitler all’inferno’, portata in corteo da alcune ragazze, aveva suscitato indignazione e preoccupazione.