Qui accanto, un fante americano e un soldato tedesco in una ricostruzione storica
Qui accanto, un fante americano e un soldato tedesco in una ricostruzione storica
di Gabriele Tassi Quel pezzo di terra ai confini della Vallata era diventato la sua tomba più di settant’anni fa. Ci è voluto uno scavo, con tanto di pala meccanica per riportare al presente i resti di un soldato – quasi sicuramente tedesco – caduto durante la Seconda Guerra Mondiale. A trovarli degli operai, che stavano eseguendo dei lavori per la posa della fibra ottica nel comune di Castel del Rio. Quasi subito, ad appena un metro di...

di Gabriele Tassi

Quel pezzo di terra ai confini della Vallata era diventato la sua tomba più di settant’anni fa. Ci è voluto uno scavo, con tanto di pala meccanica per riportare al presente i resti di un soldato – quasi sicuramente tedesco – caduto durante la Seconda Guerra Mondiale. A trovarli degli operai, che stavano eseguendo dei lavori per la posa della fibra ottica nel comune di Castel del Rio. Quasi subito, ad appena un metro di profondità, mentre la pala affondava nel terrreno si sono accorti della presenza di ossa, ossa umane. A quel punto sono stati avvertiti i carabinieri locali, arrivati sul posto assieme ai responsabili del Museo della Guerra, Linea Gotica di Castel del Rio. Le ossa sono state raccolte dai militari dell’Arma. Nel frattempo, invece gli esperti storici della struttura museale, armati di metal detector hanno iniziato a trovare frammenti di stoffa, bottoni, scarpe e fibbie, tutte "attribuibili all’uniforme di un soldato tedesco". A spiegarlo è Valerio Calderoni, il vicepresidente del museo alidosiano. "I bottoni sono praticamente inconfondibili – spiega – hanno una particolare zigrinatura che utilizzava solo l’esercito tedesco. A questi si aggiungono anche le fibbie, tutte della stessa fattura". Per l’esperto non ci sarebbero dubbi sulla nazionalità delle ossa ritrovate, e c’è di più: "Dovrebbe trattarsi di un soldato semplice: sono state trovate anche le scarpe chiodate, che solo loro utilizzavano in questi territori – prosegue Calderoni – , una con ancora dentro addirittura l’osso di un piede".

Un lavoro importante quello del museo, che da anni è impegnato nella salvaguardia della memoria storica e nella ricostruzione dei fatti relativi al Secondo conflitto. Il materiale trovato, al momento in consegna ai carabinieri, verrà probabilmente aggiunto alla collezione del museo. Oggi intanto verranno svolti ulteriori controlli con il metal detector, in cerca della piastrina del militare. "Potrebbe essere stato sepolto dall’esplosione di una granata – ipotizza Calderoni –, vista la scarsa profondità del corpo. Non dovessimo riuscire a identificarlo, le sue ossa verranno ritirate dal Sacrario Memoriale della Futa, ma ciò che ci auguriamo è il poter dare un nome a questa vittima della guerra".