Il deputato Andrea De Maria
Il deputato Andrea De Maria

Bologna, 10 aprile 2015 -  La strada che Virginio Merola dovrà percorrere per essere rieletto si fa impervia. L’onorevole Andrea De Maria, numero due dell’Area Cuperlo nazionale e deus ex machina della frangia di sinistra del partito bolognese, apre ufficialmente il tema della rielezione. Fino ad oggi non si era espresso e l’avvertimento che ora lancia a Palazzo d’Accursio è chiaro: prima Merola dimostri di voler cambiare rotta, altrimenti «le primarie non sono un problema», perché per ora «l’azione non è all’altezza delle sfide che ci si presentano davanti».

De Maria, partiamo dai fatti recenti: cosa ne pensa della proposta di Isabella Conti di non ricevere più contributi da aziende che lavorano con le pubbliche amministrazioni?

«Penso che il tema che ha sollevato non vada evitato. Va fatta una riflessione con serietà. Fa bene il sindaco Merola a dire che Bologna si contraddistingue per il rigore, dato che il nostro partito si finanzia soprattutto con il lavoro volontario delle feste dell’Unità. Ma una riflessione dobbiamo farla».

Il sindaco la pensa diversamente: dice che troppa gente ‘parla a vanvera’...

«La Conti non parla a vanvera: questo è un tema che va approfondito davvero e che non si può liquidare così. Credo che il luogo giusto per farlo sia la conferenza programmatica che si aprirà tra poco».

Quindi non sarà solo un esercizio di stile di partito. Cosa verrà discusso?

«Ma guardi, io credo che ci sia bisogno di un salto di qualità, che ci sono tanti temi aperti che vanno affrontati e che servano cambiamenti significativi rispetto alle scelte fatte negli ultimi quattro anni».

Un bell’atto d’accusa. Intanto Merola ha deciso di aprire il ‘cantiere civico’. Senza il Pd.

«Il sindaco legittimamente prende le sue iniziative. Io penso che serva un confronto su alcuni temi aperti. Questa discussione prima di tutto la deve fare il Pd».

E chi vorrebbe un bis senza primarie per Merola?

«Il tema della candidatura del sindaco, come ha giustamente detto il consigliere regionale Giuseppe Paruolo sul Carlino, viene dopo. Se nella discussione sarà avvallata la politica degli ultimi anni bene. Ma se ci saranno posizioni diverse si discuterà e, nel caso, le primarie non sono un problema. Si faranno su opzioni e programmi diversi».

Partiamo dalla coalizione. Liste civiche di sinistra?

«Ho molti dubbi su liste civiche che nascano quasi con l’idea di fare concorrenza elettorale al Pd. Ci sono interlocutori come Sel o il gruppo di Danilo Gruppi che sono prioritari. In questi quattro anni il Pd è stato lealmente a sostegno del sindaco, adesso un bilancio va fatto veramente. Ci sono tante cose che vanno sistemate».

Ci farebbe alcuni esempi di cose che, secondo lei, non vanno?

«Come realizziamo la Città metropolitana, perché rischiamo che sia debole: Bologna ora ha un ruolo molto minore rispetto al passato. Poi c’è il tema della criminalità diffusa e del degrado che non può essere affidato solo alle forze dell’ordine. Penso anche alle infrastrutture. Va fatta una verifica tecnica sul Passante nord e le eventuali alternative: dopodiché si apra una trattativa col Governo sulla gestione delle risorse. Poi c’è il tema delle politiche culturali e quello della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Non si può andare dai cittadini solo l’anno prima delle elezioni. Io sono per dare un ruolo più forte ai quartieri, il contrario di ora, anche in vista delle municipalità della Città metropolitana».

Lei ha più preferenze di chiunque altro parlamentare del Pd. Non è tentato dall’idea di candidarsi a sindaco?

«Io ho un mio percorso a Roma, mi ci impegno al massimo. Però voglio molto bene a Bologna e proprio per il consenso che mi hanno dato mi sento in dovere di fare la mia parte per la città. Siccome penso che i problemi ci siano voglio aiutare ad affrontarli».

Cosa ne pensa di Gian Luca Galletti? Sono vere le voci che dicono che ci sono stati contatti tra di voi?

«Io non ho mai avuto occasione di incontrarlo per i temi di Bologna, ma stimo molto Galletti come ministro. Ma per una realtà come la nostra la sofferenza è a sinistra. La risposta semmai va cercata su quel fronte lì».

Il sindaco Merola si appella all’importanza di dare continuità all’amministrazione, per una volta.

«Certo, esiste un tema di continuità amministrativa. Ma più importante di questo è la necessità di fare un salto di qualità. Per ora l’azione non è all’altezza delle sfide che ci si presentano davanti».