Ristoranti e dehors nel centro di Bologna
Ristoranti e dehors nel centro di Bologna

Bologna, 12 giugno 2019 - Stop per tre anni a nuovi esercizi commerciali del settore alimentare e di somministrazione di alimenti e bevande, ad attività di internet point, money change, money transfer e phone center e a ‘compro oro’. E regole chiare sull’esposizione dei prodotti all’esterno dei negozi e sulla cura e la pulizia degli ingressi ai locali vuoti: la giunta Merola, su proposta degli assessori Valentina Orioli  e Alberto Aitini, ha licenziato il Regolamento del commercio nelle aree urbane di valore culturale, provvedimento che, una volta approvato dal Consiglio, diventerà lo strumento fondamentale attraverso il quale esercitare la tutela del patrimonio storico, culturale e artistico del cuore della città.

Il Regolamento infatti riguarda il “Nucleo di antica formazione” della città storica, cioè l’area delimitata dai viali di circonvallazione. È qui, nel cuore di Bologna, che il Comune intende muoversi nel solco tracciato del cosiddetto “Decreto Unesco”, che permette ai sindaci di individuare zone di particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico dove mettere paletti ad attività commerciali non compatibili con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

Una decisione che va a braccetto con l’orientamento formale, assunto dal Comune nei mesi scorsi, di presentare la candidatura dei portici a Patrimonio dell’Umanità Unesco: del dossier di candidatura farà infatti parte anche il contesto storico artistico nel quale i tratti di portici selezionati si trovano. Per tutte queste ragioni, il Comune intende promuovere e valorizzare la cura dell’ambiente urbano con un insieme di azioni integrate e coerenti, sia attraverso misure restrittive sulle attività commerciali di alcune tipologie, sia con forma di sostegno e valorizzazione delle attività economiche di vicinato, espressione dell’identità culturale della città.

Il Regolamento introduce anche norme per garantire la qualità nell’esposizione dei prodotti in vendita: devono essere collocati esclusivamente su scaffali e attrezzature e non possono essere disposti a terra. Vietata l’esposizione della merce sulle parti architettoniche, in particolare colonne, pilastri e catene dei portici e sulle soglie dei locali. Non si possono inoltre lasciare casse vuote o cartoni fuori dal locale, in particolare sotto ai portici (esclusi i casi previsti dalle modalità di raccolta dei rifiuti urbani).

Decreto Unesco, cos'è

Porta la data del 15 giugno 2016 il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri che ha dato il via alla robusta tutela delle botteghe storiche, permettendo ai sindaci di tutelare i locali di pregio nei centri storici e la presenza di esercizi commerciali nei siti Unesco. Da qui il nome con il quale comunemente è chiamato il decreto, come a Firenze dove l’applicazione della norma ha praticamente bandito dal centro storico negozietti di alcolici e mini market stranieri. Secondo la norma, che prende le mosse dall’art. 52 del Codice dei Beni culturali, i Comuni possono vietare le attività che interferiscono con il decoro dei monumenti e delle aree interessate dal turismo, richiedendone anche la delocalizzazione. 

Dove sarà applicato il Regolamento del commercio

Il Nucleo di antica formazione della città storica di Bologna, dove il Regolamento per l’esercizio del commercio sarà applicato, è l’area all’interno dei viali di circonvallazione, escluse le zone di impianto più moderno. Nello specifico, sono escluse: via Marconi, via Lame, via Don Minzoni, via Amendola, tutta la ex Manifattura Tabacchi, la zona del Palasport, via della Grada e via Santa Croce; l’autostazione e tutta l’area compresa tra via Irnerio e i viali, Piazza di Porta San Donato e la parte terminale di via Zamboni, dopo Piazza Verdi in direzione di Piazza di Porta San Donato; via Dante, via del Piombo, Piazza Carducci, l’area a nord di viale Gozzadini e viale XII Giugno; l’area immediatamente dentro Porta Saragozza. 

La tutela delle botteghe storiche

La giunta di Bologna, sentita la Soprintendenza, potrà individuare i locali nei quali si svolgono attività artigianali e commerciali espressione dell'identità culturale collettiva, per assicurare la promozione e la salvaguardia di queste botteghe storiche anche attraverso incentivi e forme di sostegno. Il Comune individuerà i requisiti per determinare il divieto di trasformazione dell’attività.