Una foto d'archivio della partita tra Virtus e Fortitudo del 2017 (FotoSchicchi)
Una foto d'archivio della partita tra Virtus e Fortitudo del 2017 (FotoSchicchi)

Bologna, 10 dicembre 2019 - I sindacati di Polizia chiedono al questore di Bologna, Gianfranco Bernabei, al prefetto Patrizia Impresa e al presidente della Fip (Federazione italiana pallacanestro), Gianni Petrucci, il rinvio del derby di basket tra Virtus e Fortitudo, in programma il giorno di Natale alle 20.30 al PalaFiera. I sindacati invieranno la lettera anche all'arcivescovo, cardinale Matteo Maria Zuppi.

Due i motivi alla base della richiesta, contenuta in una lettera firmata da Siulp, Sap, Coisp e Siap: in primis, spiegano i sindacati, perché "è più che legittimo che i poliziotti chiedano di poter trascorrere almeno una festività in famiglia", e in secondo luogo perché "l'evento comporterebbe per l'Erario un esborso maggiore attraverso gli emolumenti super festivi, tenuto conto anche del periodo con il personale a ranghi ridotti".

Il questore Bernadei, interpellato dal Carlino, dichiara di rispettare la posizione dei sindacati: "Sappiamo benissimo che il 25 dicembre è un giorno di festa, ma il nostro compito è garantire la massima sicurezza per questo grande evento sportivo. Nei prossimi giorni incontreremo i rappresentanti delle due tifoserie e rivolgeremo loro tutte le raccomandazioni per un tifo civile. Rivolgo a tutti un appello: godersi la partita e il giorno di festa, tifando per la propria squadra in grande tranquillità". 

Nella loro lettera, le organizzazioni sindacali richiamano quanto avvenne "la notte di Natale del 1914", quando ci fu "una tregua spontanea nata nelle trincee del fronte occidentale tra Francia e Belgio, in cui a trionfare fu un sentimento di fraternità che indusse i soldati a deporre le armi". All'epoca "il Natale fermò la guerra e le sue logiche per qualche ora", mentre ora, "oltre un secolo dopo, la potenza evocativa del Natale e quella del buonsenso si sono svuotate di ogni efficacia davanti un incontro di basket".

Insomma, attaccano i sindacati, "per molti colleghi che verranno impiegati il 25 dicembre per garantire la sicurezza del derby cittadino, questo Natale rappresenterà un evento da ricordare". Evento che "riteniamo possa costituire un clamoroso precedente sulla pelle di centinaia di lavoratori di Polizia i quali, con il loro ormai sempre più esiguo bagaglio di diritti e, per contro, con un carico asinino di doveri, dovranno fare i conti anche con i diktat e le scelte partorite delle politiche economiche e sportive di questa città".

Al questore e al prefetto, in sostanza, le quattro organizzazioni sindacali mandano a dire che "la difesa di un diritto, magari non scritto, come quello a trascorrere il Natale in famiglia (provata tutti i giorni dell'anno da sacrifici, turnazioni e tagli economici) può e deve essere difeso con più vigore, se serve anche pronunciando un semplice 'no' a manager, presidenti, federazioni ed Enti vari".

Anche perché, tirano dritto, "riteniamo più che legittima la richiesta di tutti i poliziotti di poter trascorrere almeno una festività tra l'affetto delle proprie famiglie". Da qui la richiesta, "superando ogni spettacolarizzazione degli eventi e senza girarci troppo intorno", di "valutare l'esatta collocazione temporale" del derby, che ovviamente "ricade in pieno periodo di ferie, con scuole chiuse e con dinamiche familiari che tutti conosciamo".

Un periodo in cui, tra l'altro, "solitamente i livelli di 'allerta sicurezza' sono innalzati, da quello contro probabili atti terroristici a quello più percepito e più preoccupante dei reati predatori e contro la persona, anche in conseguenza di centri affollati per le festività". E visto che "la sicurezza dei cittadini resta l'obiettivo primario" e che "non più di tre anni, durante il G7 per l'ambiente, l'allora prefetto decretò il differimento di un incontro di basket programmato proprio in quel periodo", i sindacati chiedono ai destinatari della lettera di "valutare il differimento" del derby natalizio. "Ve ne saranno grati- concludono- i nostri colleghi, i loro familiari e anche i cittadini".