Bologna, 28 ottobre 2020 - Disobbedienti. Ma per campare". Mattia Florulli è come ogni sera dietro al bancone dell’Halloween pub di via Stalingrado. Anche lui come Giorgio Perna del Bistrot Bonaccorsi di via Saragozza ("che è anche mio amico", precisa) ha deciso di opporsi alla nuova restrizione introdotta nell’ultimo dpcm. "Ho paura delle sanzioni e delle conseguenze, certo – racconta Florulli –. Ma ho più paura di fallire. Questa è un’attività a conduzione famigliare, ci siamo rialzati dal primo lockdown proprio per questo. Ora però se chiudiamo ci ammazzano. Il lavoro è un diritto sancito dalla Costituzione. Facciamo tutto secondo le regole: mascherine, distanze, igienizzanti, numero massimo di clienti al tavolo. Spero che altri ristoratori ci seguano in questa protesta, perché non è un capriccio. È una necessità".

Chiusura ristoranti: "Siamo vicini alla disperazione" -  Il flash mob organizzato da Cna Bologna (video) 

Lunedì sera, quando la Guardia di Finanza ha multato per 400 euro Perna, l’Halloween pub è rimasto chiuso "ma per turno", come precisa ancora Florulli. Ieri, anche il Bistrot Bonaccorsi era di nuovo aperto. Quella dei due ristoratori potrebbe sembrare una buona strategia. Il punto è che, come prevede la normativa, all'ennesima sanzione per mancato rispetto delle norme anti-Covid, scatta la chiusura del locale, con sospensione dell’attività, che può durare, su disposizione della Prefettura, fino a un mese. E i controlli alle attività sono serrati, tanto che ieri sera la polizia locale è già passata a far visita al pub.

Se buona parte dei ristoratori, tra tante difficoltà e giustificati timori e malumori, si adegua, i cittadini si dimostrano meno ligi: 600 le persone identificate l’altro giorno dai carabinieri, 5 multate perché non avevano la mascherina. E dal 15 ottobre, in due settimane, sono stati circa cento i cittadini sanzionati per lo stesso motivo. Una decina gli automobilisti, in macchina assieme a non ‘congiunti’ senza i necessari dispositivi di protezione.