Bologna, 30 ottobre 2020 - Si è concluso in piazza VIII agosto con gli interventi di alcuni manifestanti il corteo degli ultras che ha sfilato a Bologna dal piazzale della stazione centrale per protestare contro le misure restrittive dell'ultimo Dpcm anti-Covid. Le fila sono man mano aumentate, arrivando a 500 persone. Slogan e cori contro governo e giornalisti, fumogeni accesi ma nessun danno durante il percorso. 

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I manifestanti hanno ribadito che questa era una iniziativa senza alcuna appartenenza politica, di "cittadini liberi che vengono in piazza, a cui si può togliere la possibilità di uscire ma non la libertà di poter esprirmere un proprio pensiero". Nei momenti finali qualche indecisione di un gruppo che voleva raggiungere piazza Maggiore, cuore e simbolo di Bologna. Poi dal megafono l'invito a non fare 'passi falsì. "Oggi Piazza Maggiore la lasciamo perdere, la prossima volta ce la prendiamo", hanno minacciato i manifestanti. Poi il corteo si è sciolto. 

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Inizialmente gli esponenti dei movimenti ultras, arrivati anche da fuori città, si erano radunati in piazza Medaglie d’Oro, di fronte alla stazione. Poi la partenza del corteo per piazza VIII agosto. A quel punto sono partiti insulti al Governo, al premier Giuseppe Conte, e slogan contro le misure restrittive che limitano "la libertà e la dignità". In testa doppio striscione: "Riprendiamoci quel che è Stato".e "Lavoro e Libertà la nostra Dignità". Tutto questo tra molteplici fumogeni rossi. 

In realtà, l'unico momento di tensione c'è stato in piazza VIII agosto nei confronti di un giornalista che stava riprendendo la manifestazione con la telecamera. Gli ultras gli hanno prima intimato di abbassare la telecamera e, al suo rifiuto, lo hanno inseguito. Ma non ci sono state conseguenze e, per fortuna, nessuno si è fatto male