Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Resto del Carlino logo
6 lug 2022

Operazione antidroga a Bologna, 43 misure cautelari. Le dosi nelle scatole dei gioielli

Il sodalizio aveva base in zona Barca. Sequestrati quasi un milione di euro, 7 chili di cocaina, 70 di marijuana e 10 di hashish. Il questore: "Tanta offerta per forte domanda"

6 lug 2022
zoe pederzini
Cronaca

Bologna, 6 luglio 2022 – Maxi blitz anti droga della squadra mobile della Questura di Bologna, coordinata dal pm della Direzione Distrettuale Antimafia Roberto Ceroni. Sono state eseguite 43 misure cautelari di cui 31 in carcere, 3 ai domiciliari e 9 con obbligo di dimora e 7 indagati a piede libero.  Le indagini che hanno portato alle misure cautelari sono state svolte dalla squadra mobile, coordinata dal dirigente Roberto Pititto e da Giuseppe Paglia, dirigente della IV sezione, tra la fine del 2019 e i primi mesi del 2021. Sono stati sequestrati in tutto 7 chili di cocaina, 70 di marijuana e 10 di hashish oltre 301.350 euro di contanti. Sono stati poi sequestrati preventivamente (finalizzati alla confisca) altri 682mila euro da conti correnti di familiari affiliati al gruppo criminale. L’indagine ha documentato l’esistenza di un importante sodalizio criminale costituito prevalentemente da italiani, in maggioranza di base nel quartiere bolognese della Barca, con un forte appoggio di albanesi che in questoi caso erano i fornitori della droga. A capo del sodalizio un 50enne bolognese, già noto per reati affini, residente con la compagna, ora sottoposta all’obbligo di dimora, alla Barca in una casa di edilizia popolare. Fil rouge che legava gran parte degli indagati principali è proprio l’insospettabilità dei soggetti a cui il 51enne si appoggiava. Molti, infatti, conducevano stili di vita a basso profilo e i clienti a cui vendevano la droga erano sempre gli stessi. La droga veniva nascosta in alcuni box tra Bologna, Casalecchio e altri paesi della provincia. Qui giaceva la sostanza stupefacente, ma venivano fatte anche operazioni di scambio. L’associazione criminale operava poi ardite operazione di riciclaggio del denaro proveniente dal traffico di stupefacenti. Due erano i metodi principali: in alcuni casi si appoggiavano ad un gioielliere locale che emetteva false fatture di finti ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?