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1 lug 2022

Bologna, i giovani e insospettabili 'rider' della droga

A processo 17 ragazzi tra i 22 e i 30 anni, accusati di spaccio a coetanei e anche minorenni. Appuntamenti via app per gli scambi

1 lug 2022
federica orlandi
Cronaca
L’indagine dei carabinieri è stata coordinata dalla pm Gabriella Tavano
L’indagine dei carabinieri è stata coordinata dalla pm Gabriella Tavano
L’indagine dei carabinieri è stata coordinata dalla pm Gabriella Tavano
L’indagine dei carabinieri è stata coordinata dalla pm Gabriella Tavano

Bologna, 1 luglio 2022 - Proprio come per ordinare la pizza, così facevano con l’hashish: un messaggino che poi si poteva auto-cancellare su un’app e la droga era servita. Oppure bastava la vecchia telefonata tra amici. La consegna avveniva in punti concordati, meglio se comodi a uno dei "depositi", appartamenti o garage in cui alcuni degli indagati conservavano lo stupefacente, o all’occorrenza direttamente a domicilio. Loro, i ’rivenditori’, erano un gruppo di ragazzi insospettabili, quasi tutti bolognesi: in 17 – difesi tra gli altri dagli avvocati Marco Sciascio, Matteo Murgo e Robert Venturi – si presenteranno la prossima settimana davanti al giudice Roberta Dioguardi per l’udienza preliminare. Tutti devono rispondere di spaccio. Il più anziano oggi ha 30 anni, il più giovane 22; all’epoca dei fatti contestati, risalenti ai primi mesi del 2018, alcuni erano appena maggiorenni, così come i loro clienti. Anzi, l’inchiesta partì da un adolescente, un minorenne che sorpreso con della marijuana pronta da spacciare, rilasciò spontanee dichiarazioni ai carabinieri sulla provenienza e l’acquisto della droga, aprendo il vaso di Pandora sul giro di stupefacenti. Giro gestito da giovanissimi ’imprenditori’, che si chiamavano per soprannome e nelle intercettazioni parlavano di economia e investimenti in monete virtuali. Tra loro c’è pure qualche veterano: il più anziano della banda, il trentenne, l’anno scorso è stato arrestato perché sorpreso a nascondere in un appartamento in provincia 80 chili di hashish; nel 2017 ne aveva stoccati 88, a Parma. "Hai un piccolo aiutino per me?", o ancora "vuoi una corda?": queste le telefonate, subito si fissa lo scambio. Alcuni indagati sono acquirenti degli altri e a loro volta rivenditori, ma i clienti finali sono per lo più coetanei, spesso universitari: uno di loro si fa consegnare "una panetta da un etto" di hashish proprio davanti alla facoltà. La compravendita dura ...

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