Amava la vita Emma Elsie Michelle Pezemo, 31 anni, da sei in Italia dove aveva conseguito la laurea triennale in Giurisprudenza e stava studiando per l’ultimo biennio. "Una ragazza d’oro – la definisce Jean Claude Didiba, presidente dell’associazione Amici dell’Africa al lavoro per rimpatriare la salma della ragazza – Quello che è successo ci ha sconvolti, la nostra comunità negli anni ha sempre dato l’esempio di amicizia e unione con l’Italia". E con il Camerun e la sua famiglia Emma aveva contatti continui: soprattutto con il fratello e con la madre con la quale era legatissima e ogni mese le inviava un po’ di soldi. "Voleva laurearsi in fretta per lavorare ed essere stipendiata per aiutare la famiglia", racconta una parente. Amava lo studio, sua grande passione. E amava Jacques Ngouenet, nonostante qualche momento difficile ma che non aveva mai voluto denunciare. "Quando domenica me l’hanno detto – racconta commosso Gloire, suo dirimpettaio nello studentato di via De Nicola – non ci volevo credere. Non ho più avuto la forza di fare nulla, solo lacrime". Come all’interno 16 del civico 52, dove le coinquiline di Emma ieri non hanno avuto nemmeno la forza di uscire: "Scusate – le uniche parole al citofono –, il dolore è troppo grande".

Nicola Bianchi