Enzo Biagi, nato a Pianaccio, ha sempre avuto Bologna nel cuore
Enzo Biagi, nato a Pianaccio, ha sempre avuto Bologna nel cuore

Bologna, 6 aprile 2017 - A 10 anni dalla morte e 20 anni dalla sua laurea honoris causa, parlano in Sala Borsa i conoscenti di Enzo Biagi. Loris Mazzetti ha presentato ieri ‘Enzo Biagi. Non perdiamoci di vista’, un libro che ripercorre la nostra storia, raccontata da coloro che l’hanno fatta e dal nostro portavoce: sessanta interviste che testimoniano l’inconfondibile stile Biagi. Con una scrittura popolare, lontana dal voler affermare l’autore come scrittore o come intellettuale, il ricordo di Enzo Biagi è quello di un giornalista pacato e rispettoso verso gli intervistati, senza aria da giustiziere ma con la chiarezza delle domande, che intervista chi ha qualcosa da dire.

Uno fra i primi interventi delle conferenza è stato quello della figlia di Enzo, Carla Biagi. «La gente – ha detto commossa – si ricorda di mio padre perché era una persona perbene. Non sta a me dire se era un bravo giornalista, quello che posso riconoscere, e che ha insegnato a noi come figlie, era la sua onestà». Anche Marco Marozzi è intervenuto per ricordare Enzo: un grande amico dal cui semplice modo di fare ha imparato che «i giornalisti passano, anche i grandi giornalisti. Resta quello che riescono a seminare».

Un momento del convegno di ieri in Sala BorsaFra i presenti anche Stefano Jesurum, che ha ricordato la persona che era Enzo e in particolare la vicinanza del giornalista a sua figlia, Rachele Jesurum, nipote ebrea e quindi diversa per abitudini, per riti, per tradizioni, per pensiero dalla famiglia cattolica di Enzo. Un rapporto che dimostra l’infinito rispetto, a oggi raro, che il giornalista portava per le persone e per le diversità.

In un successivo intervento Angelo Varni ha ricordato il conferimento della laurea honoris causa il 12 giugno 1997 in Lettere e Filosofia. Fra il pubblico c’era anche Francesco Berti Arnoaldi: il partigiano Checco, con cui Enzo si era trovato nel ‘44 in una piccola brigata di Giustizia e Libertà. A parlare è stato il figlio Ugo, che ha dipinto Enzo come «l’amico di mio padre che diceva le parolacce».

E’ stato poi Romano Prodi a sottolineare la grande attualità e freschezza del libro presentato: «La grande diversità delle persone intervistate dimostra la grande capacità di Biagi di toccare tutti i tasti» ha detto l’ex premier. Mazzetti ha infine chiarito il motivo che lo ha portato alla stesura del libro: «La televisione ci porta sempre avanti, oltre a dove riusciamo a vedere. Oggi è il momento di portare lo sguardo indietro. Il racconto di Enzo Biagi permette di fermarsi un attimo: di leggere le interviste che faceva un grandissimo giornalista e di capirne la tecnica. Questi 10 anni di ricordo ci servono dunque per osservarci alle spalle: Enzo Biagi ci regala ancora un momento per guardare com’era la TV di una volta, per fare una televisione migliore domani.