di Claudio Cumani Nulla di fatto. Claudio Longhi per ora è ancora direttore di Emilia Romagna Teatro. Dal cda del Piccolo di Milano, chiamato ieri sera a decidere se dare o meno il disco verde alla sua nomina, è uscita una fumata nera. È stata l’assenza dei due consiglieri espressi dalla Regione Lombardia a rendere impossibile la votazione. Difficile capire adesso cosa succederà. Già la presentazione della prima tranche delle nuove stagioni dei teatri di Emilia Romagna Teatro è stata ieri mattina nel segno di un...

di Claudio Cumani

Nulla di fatto. Claudio Longhi per ora è ancora direttore di Emilia Romagna Teatro. Dal cda del Piccolo di Milano, chiamato ieri sera a decidere se dare o meno il disco verde alla sua nomina, è uscita una fumata nera. È stata l’assenza dei due consiglieri espressi dalla Regione Lombardia a rendere impossibile la votazione. Difficile capire adesso cosa succederà. Già la presentazione della prima tranche delle nuove stagioni dei teatri di Emilia Romagna Teatro è stata ieri mattina nel segno di un diplomatico imbarazzo per via di quella candidatura. "Ho fatto un incontro con il cda milanese – aveva spiegato lui – ma non so quale sia l’esito. Si trattava di un incontro figlio di un dialogo in essere". La preoccupazione, sua e del presidente Barbolini, ieri era quella che i cartelloni finissero con l’essere trascurati a causa del possibile nuovo corso in casa Ert. "Il contratto con Longhi – ha chiarito Barbolini – scade a fine anno ed era tutto pronto per un suo rinnovo. Se lui se ne andrà, cercheremo di capire con i soci se sia percorribile un’altra soluzione immediata o a medio termine, alla luce del progetto triennale da presentare al Ministero".

Quel che è certo è che Longhi firma la regia dello spettacolo inaugurale della stagione di Modena Il peso del mondo nelle cose di Alejandro Tantanian. Parliamo della stagione dell’Arena del Sole, allora. Si comincia il 6 ottobre (repliche fino all’11) con Lino Guanciale impegnato nei Dialoghi dei profughi di Brecht e si finisce il 29 gennaio con Città all’orizzonte! Proiezioni per la Bologna che verrà. In mezzo molti altri appuntamenti (la sala principale De Berardinis avrà a disposizione circa 260 posti, quella Salmon 60) con una caratteristica comune: si tratterà quasi esclusivamente di produzioni Ert. "Il filo rosso che guida tutti gli spettacoli – spiega Longhi – è una domanda che ci aiuta a pensare al futuro. Che è: quest’anno ci siamo lasciati alle spalle un certo mondo? Abbiamo voluto intitolare la stagione Una volta, c’era... proprio per ragionare su quell’improvviso strappo nel tempo che si è generato". Così, dal 3 all’8 novembre andrà in scena Wet Market di Paolo Di Paolo. Molta attesa per Deflorian-Tagliarini (10-13 dicembre) impegnati in Chi ha ucciso mio padre dal testo del francese Eduard Louis e per Manuela Mandracchia (8-10 gennaio) nelle vesti di Elena Ferrante in La scrittura smarginata. Arriva anche (17 dicembre) Il pittore burattinaio, l’omaggio ideato da Angela Malfitano a Concetto Pozzati. Le festività si passano insieme agli attori di Arte Salute nella Dodicesima notte che segna il ritorno di Vito.