Bologna, negli studi di E'tv (Schicchi)
Bologna, negli studi di E'tv (Schicchi)

Bologna, 12 agosto 2016 - ÈTV-Rete7 sarà venduta, passando dal gruppo Spallanzani al gruppo fondato da Pierluigi Baronio. In attesa dell’ufficialità, dovrebbe essere questo l’esito di una trattativa che dura da settimane e che poco più di un mese fa ha avuto un passaggio cruciale nell’assemblea dei soci di Mediainvest srl per la cessione del 100% della partecipazione nella società della storica emittente bolognese.

Ai soci di minoranza (cioè sette realtà che, come la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, sono esterne al gruppo Spallanzani) non è stato fatto direttamente il nome dell’acquirente, ma molti segnali vanno in quella direzione. Nel 1984 il giornalista Pierluigi Baronio ha fondato Telecolor, emittente cremonese, che lentamente è diventata leader in Lombardia acquisendo le tv bresciane Primarete e Brescia Tv e quella milanese TeleReporter. Ora si è mostrato interessato ad espandersi anche in Emilia Romagna, anche se Rete 7 non è più titolare di una frequenza e per irradiare i suoi programmi deve appoggiarsi ad un altro editore. Nonostante un passivo importante, la tv risulta comunque in uno stato attivo e non in liquidazione e questa è comunque una buona notizia per i 32 dipendenti.

Nello scorso aprile la società del gruppo Spallanzani ha venduto la frequenza 42 a Comunicare, società di Coop Alleanza 3.0 e proprietaria di Trc, concorrente della stessa Rete 7 a Bologna e Modena. I termini dell’accordo prevedevano che nelle casse di Ètv entrassero circa 1.600.000 euro in diverse tranche e che la storica emittente continuasse ad utilizzare la frequenza fino alla scadenza della concessione. Un termine ballerino, dato che secondo la UE nel 2020 tutte le assegnazioni dovranno essere rinnovate, anche se l’Italia sta cercando di posticipare al 2022.

Per il momento, quindi, l’emittente sarà ancora abbinata al canale numero 10 del televisore. Sempre nelle ultime settimane il fatto che Rete 7 avesse ripreso a trasmettere il rotocalco diocesano ‘12 Porte’ aveva acceso l’idea che Intermirifica, la società della Curia bolognese con una piccola partecipazione della Cei, avesse ripreso una trattativa abortita nel 2013, quando poi partì il progetto di Nettuno Tv, non riuscendo a trovare un accordo con il gruppo Spallanzani. Pur essendo Intermirifica socia di Mediainvest, da via Altabella fanno sapere che quella esperienza deve ritenersi conclusa e che la trasmissione del rotocalco è stata una semplice richiesta di Rete 7.