Loreno Rossi* La crisi economica causata dalla pandemia da Coronavirus, ha colpito duramente le imprese del settore commercio, turismo e servizi, che hanno in molti casi chiuso la loro attività per settimane con il lockdown e, anche dopo la ripartenza, sono penalizzate dal calo dei consumi e dalla sostanziale assenza del turismo....

Loreno

Rossi*

La crisi economica causata dalla pandemia da Coronavirus, ha colpito duramente le imprese del

settore commercio, turismo e servizi, che hanno in molti casi chiuso la loro attività per settimane con il lockdown e, anche dopo la ripartenza, sono penalizzate dal calo dei consumi e dalla sostanziale assenza del turismo.

Avevamo chiesto come Confesercenti di posticipare i versamenti derivanti dalle dichiarazioni dei

redditi almeno al 30 settembre e di rateizzare i relativi importi, per evitare che tante imprese, che non possono versare le imposte causa la mancanza di liquidità, siano costrette ad effettuare ravvedimenti ancora più onerosi delle singole imposte dovute. Il 20 agosto, data in cui sarebbe opportuno evitare scadenze tributarie, si concentrano per le imprese dei nostri settori il versamento di Irpef e Ires sui redditi del 2019 ed eventuali acconti, il versamento dell’Iva, il pagamento dei contributi Inps e dei contributi per il lavoro dipendente, insomma una concentrazione che normalmente mette in difficoltà le casse delle imprese e che almeno per il 2020 poteva essere rimodulata.

Chiediamo al Governo, che non ha ascoltato la richiesta di proroga, di evitare sanzioni per ritardati adempimenti o versamenti perché, anche con un comportamento che sappia comprendere la difficoltà delle imprese, si può dare una mano alla ripartenza del Paese.

In un periodo di difficoltà le imprese gradiscono anche bonus o contributi a fondo perduto, ma se si vuole fare ripartire l’economia e l’occupazione servono imprese che possano affrontare il mercato, con sulle spalle meno burocrazia e un peso fiscale più sopportabile.

*Direttore Confesercenti Bologna