L’indagine, coordinata da due Procure, è affidata ai carabinieri della Bologna centro
L’indagine, coordinata da due Procure, è affidata ai carabinieri della Bologna centro

Bologna, 22 ottobre 2021 - "La cocaina? Non mancava mai. Ma non era la sola sostanza presente alle feste. Si poteva trovare di tutto..". Le feste sono quelle che avvenivano sui colli, quelle sulle quali da mesi si sono accesi i riflettori dei carabinieri della Bologna centro e di due Procure, l’ordinaria e la minorile. E lei, quasi diciassettenne e figlia della ’Bolobene’, a qualcuna di quelle serate – dove oltre allo spaccio a qualcuno dei cinque indagati viene contestata anche la prostituzione minorile "dall’anno 2020 e nell’attualità" – vi prese parte. Poche parole, perlomeno poca voglia di farlo pubblicamente, ma che danno la misura di ciò che avveniva in quegli incontri tra droga e sesso, tra ragazzine e persone adulte. "Spesso potevi trovare – riprende – una riga di coca, una pasticca, fumo. Il sesso?". La ragazzina, diventata grande troppo presto, annuisce prima di salutare.

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L’indagine. Sedici, 17, ma anche 15enni le età delle minorenni che prendevano parte alle feste organizzate spesso nei weekend bolognesi e in barba ai periodi di lockdown. Incontri che, secondo quanto sta emergendo, avvenivano in una villetta in via San Mamolo, in un’altra in zona Murri, qualcuna pure fuori città. E alcune delle invitate si presentavano, o si facevano riportare a casa, con l’auto blu, come quella che conduceva uno degli indagati: bolognese, 46 anni, incensurato. E che avrebbe accompagnato anche nella propria abitazione, in un paio di occasioni, qualcuna di loro. "Ma tutto – ripete il suo avvocato, Donata Malmusi – è ancora da accertare, attendiamo l’esito delle indagini di cui nulla al momento sappiamo".

Sesso per la coca. ’Solamente’ di cessione risponde un neodiciottenne, difeso dall’avvocato Salvatore Santagata, amico del fidanzatino (indagato pure lui e rappresentato dall’avvocato Roberto Bruzzi) della ragazzina dalla cui denuncia partì tutta l’inchiesta. Nel fascicolo compaiono i nomi di altri due adulti, parti anche loro della ‘combriccola’ che si divertiva nelle serate oltre il limite (sono difesi dagli avvocati Michela Zucchelli e Manrico Bonetti). Secondo i racconti delle parti lese, in cambio di una riga di cocaina qualcuna sarebbe stata disposta anche a concedersi.

La verità nei telefoni. Intanto è atteso il conferimento dell’incarico al consulente che sarà chiamato ad analizzare il contenuto che verrà estrapolato dagli apparecchi elettronici (pc, tablet, smartphone) sequestrati durante le tre perquisizioni fatte sabato all’alba nelle abitazioni degli indagati. Dove è stata ritrovata anche una modica quantità di sostanza stupefacente.