Festini nelle ville sui Colli. In tre verso il processo

Hanno 22, 24 e 48 anni. In origine gli indagati erano cinque. Droga e sesso negli incontri ai quali partecipavano anche minorenni . .

Festini nelle ville sui Colli. In tre verso il processo

Festini nelle ville sui Colli. In tre verso il processo

Inizia a definirsi il quadro dell’inchiesta sui festini a base di sesso e droga, tra adolescenti e non, avvenuti in alcune ville sui Colli. Per tre dei cinque indagati, rispettivamente di 22, 24 e 48 anni, è arrivato l’avviso di conclusione indagini a firma del pm Tommaso Pierini: per loro l’accusa è di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso con l’aggravante di aver ceduto droga a dei minorenni.

Una vicenda complessa – vista anche la reticenza di alcune parti lese nel raccontare quello che accadeva all’interno delle ville – per cui è risultato fondamentale il lavoro dei carabinieri della compagnia Bologna Centro che hanno anche ascoltato le giovanissime protagoniste di quegli incontri (cinque ragazzine, tra i 15 e i 18 anni) a volte incapaci di individuare come reati le condotte dei loro amici. I ragazzi, cioè, che portavano gli stupefacenti – droghe sintetiche, marijuana, ma anche cocaina – alle feste, organizzate pure durante il lockdown. Tanto che, per evitare i controlli, spesso a portare la coca a domicilio era il quarantottenne, conducente di auto blu. Lui, che solitamente portava a scuola una delle ragazzine, secondo la Procura si sarebbe attivato anche per consegnare la droga alle feste, sfruttando il suo lavoro, visto che durante le notti in pieno lockdown le auto blu potevano circolare senza il rischio di essere controllate. Per lui, difeso dall’avvocato Donata Malmusi, è caduta l’accusa di induzione alla prostituzione: rimane quindi indagato solo per spaccio in concorso. Per gli altri due indagati, minorenni all’epoca dei fatti e difesi rispettivamente dagli avvocati Roberto Bruzzi e Salvatore Santagata, è ancora in corso l’indagine da parte della Procura minorile. La vicenda partì con la denuncia della madre di una delle giovanissime che accusò un malore al termine di una serata a base di droga.

Il primo a finire nella rete fu un bolognese, all’epoca diciassettenne, residente in una villetta in via San Mamolo dove in più occasioni la ragazzina, che con lui aveva una relazione, e altri amici si sarebbero trovati per sballarsi. La perquisizione all’interno della villetta portò all’epoca al sequestro di una modesta quantità di droga. A novembre dello scorso anno, i carabinieri avevano proceduto anche al sequestro di dispositivi elettronici, nella disponibilità degli indagati, alla ricerca di foto, video, chat e messaggi che potessero far luce sulle modalità con cui avvenivano i festini.

Chiara Caravelli