Fico riapre dal 2 giugno (foto Schicchi)
Fico riapre dal 2 giugno (foto Schicchi)

Bologna, 30 maggio 2020 - Super dehors, percorsi del gusto, cinema all'aperto e summer camp per bambini e ragazzi. Sono questi gli ingredienti per la ripartenza di Fico dal 2 giugno dopo quasi tre mesi di chiusura. "Sarà dura, non facciamo previsioni", dice l'ad di Fico Eataly World, Tiziana Primori in conferenza stampa. Ma con la festa della Repubblica anche per il parco agroalimentare più grande del mondo inizierà  la fase due.

Una ripartenza 'soft', dal giovedì alla domenica, con orari dalle 11 alle 23 e il 95 per cento delle attività di nuovo aperte. Si punterà molto sul dehors esterno, con aree prenotabili e tanti menu fissi, e sulla sicurezza. Le mascherine saranno obbligatorie all'interno e ci sarà la misurazione della temperatura all'ingresso. Nessun problema di spazio e contingentamento, visto che il parco si estende su 100mila metri quadri. Gli eventi dovranno aspettare, ma il cinema all'aperto in collaborazione con Ascom è ai nastri di partenza con 600 posti il 18 giugno (da questa data tutte le sere Fico sarà aperto per l'arena). Dal 15 giugno, poi, con la collaborazione di Cadiai e Coop Dolce, è stato organizzato un 'summer camp' per bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni, sarà aperto dal lunedì al venerdì.

"Fico è il primo grande parco tematico in Emilia-Romagna che riapre - ha ricordato l'assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini - è un segnale di speranza". Marco Lombardo, assessore al Lavoro del Comune di Bologna lancia un invito "alla cittadinanza a fruire del parco". L'obiettivo di Fico, infatti, in attesa della ripartenza del turismo, è lavorare per i cittadini dell'area metropolitana di Bologna. Poi toccherà agli italiani e, solo in un secondo tempo, ai turisti stranieri.

"Durante l'isolamento un italiano su tre ha fatto la spesa più frequentemente e un italiano su tre ha acquistato maggiori quantità di cibo rispetto al passato. Ma ancora di più cresce la qualità degli alimenti comprati durante l'isolamento. Per questo un parco come Fico può sensibilizzare sul valore del patrimonio agroalimentare italiano", ha concluso il professor Andrea Segrè, presidente della Fondazione Fico e Caab.